Cerca English (United States)  Italiano (Italia) Deutsch (Deutschland)  Español (España) Čeština (Česká Republika)
domenica 22 ottobre 2017 ..::  Autocostruzione » RTX CW 20m QRP ::..   Login
Navigazione Sito

Ricetrasmettitore QRP per 20m CW

 

The Mountain Topper

 

 

 

Mini ricetrasmettitore QRP per 20m CW

 

 


 

L'idea nacque verso la fine del 2014 quando, di ritorno dalla GQRP Convention di Rishworth (UK), ero rimasto affascinato dal QRP "British Style", ovvero dalla realizzazione minimalista che gli amici Inglesi mi avevano inconsapevolmente fatto apprezzare durante la mia permanenza in Inghilterra. Il concetto, proprio dei QRPers d'oltre manica, consiste nel realizzare apparati QRP di piccolissima fattura, spesso costuiti all'interno di scatolette di tonno oppure in contenitori di caramelle Altoids. Badate bene, questo non vuol dire che non siano capaci di fare radio "grandi" anzi, ma solo che essi preferiscono dare il senso di "Small Power" anche alle dimensioni delle proprie apparecchiature QRP.

Una volta a casa mi venne in mente di costruire un piccolo ricetrasmettitore per la "Frequenza Regina" ovvero i 14.060 kHz. Di radio ne avevo già costruite diverse, ma non mi ero mai ridotto troppo nelle dimensioni finali. Dato che il progetto doveva essere minimalista, scelsi di costruire un ricevitore a conversione diretta abbinato a un trasmettitore a cristallo VXO (Variable Xtal Oscillator). Venne fuori questo piccolo apparato da 1W out destinato alle attività portatili montanare, da quì il nome "Mountain Topper". Dalle mie parti non ci sono montagne, per cui lo userò in collina, al mare o sui laghi del centro Italia.


   

CIRCUITO


Lo schema non è niente di innovativo (clikkare sullo schema per ingrandire). I ricevitori a conversione diretta sono quanto di più semplice si possa immaginare. Pur essendo limitati in selettività e immagine, essi trovano largo impiego nel mondo del QRP minimalista proprio grazie alla loro facile realizzazione. Diventa quindi semplice progettare un ricetrasmettitore QRP partendo proprio da un ricevitore a conversione diretta, abbinandoci un piccolo TX a quarzo VXO (Variable Xtal Oscillator) il quale permette una escurzione di alcuni kHz intorno alla frequenza di risonanza del quarzo stesso.

 

Una cura particolare messa nella realizzazione del filtro passa banda in ingresso, reso volutamente molto selettivo per limitare al massimo ogni intermodulazione nel semplice ricevitore.

 

Il filtro di antenna all'analizzatore di spettro (Dicembre 2014)

 

Il segnale di ricezione proveniente dall'antenna passa per prima cosa attraverso un attenuatore variabile RF GAIN a diodi il quale evita sovracarichi del ricevitore: poi il segnale viene filtrato come sopra e amplificato da un doppio stadio FET - BJT prima di essere inviato al mixer RX. L'amplificazione, volutamente notevole, recupera le perdite del filtro e dell'attenuatore, restituendo il necessario segnale al mixer RX e rendendo alla fine il ricevitore molto sensibile.

 

Cuore del ricetrans è il VXO che pilota sia il SA612 (mixer RX) che lo stadio trasmittente. Essendo un apparato a conversione diretta, l'uscita del mixer RX è semplicemente audio, per cui viene amplificato da un 741, filtrato da un TL081 e finalmente portato a livello audibile in altoparlante dal classico amplificatore LM386. Prima di essere amplificato e inviato all'altoparlante, una piccola parte dell'audio viene prelevata, amplificata e ne viene derivata una tensione continua proporzionale al segnale stesso che va a pilotare un S-Meter recuperato da un FT-290R.

Sempre il VXO viene amplificato fino a raggiungere la potenza di 1 WATT, la quale viene filtrata da un passa basso e inviata all'antenna.

Per il resto, il piccolo ricetrasmettitore è composto da circuiti ausiliari di alimentazione e commutazione "change over" completo di semi break-in.

 

La realizzazione, come sempre, l'ho fatta in modalità "Dead bug", ovvero su una piastra di vetronite ramata ho montato tutti i componenti uno ad uno, saldando i reofori tra loro senza nessun supporto ulteriore. Si tratta del modo da me preferito in quanto non amo perdere tempo con i circuiti stampati e, allo stesso tempo, mi piace improvvisare e apportare modifiche "al volo", cosa che un circuito stampato non permette se non rovinandone per sempre l'estetica. Forse questa mia "tendenza" proviene dal mondo delle valvole, quando il PCB non esisteva e le radio si costruivano "Point to Point". Questo rendeva le riparazioni e modifiche di una semplicità estrema, al punto che le radio valvolari sono praticamente immortali.

 

 

Il mountain topper durante la realizzazione

 

Costruire a stato solido mettendo in pratica il Dead Bug consente una rapida costruzione, ampia personalizzazione e piena libertà nelle modifiche. Tutte peculiarità importanti per un autocostruttore casalingo, le cui realizzazioni non sono destinate ad essere replicate o prodotte in serie. Purtroppo chiunque voglia rifare una radio Dead Bug deve semplicemente ricominciare da capo, dato che esiste (quando lo disegno) il solo schema elettronico. Questa è la nota dolente, ma può essere vista come uno stimolo e un antidoto alla "pappa fatta"..

Tornando alla realizzazione pratica, il contenitore (di recupero) è in alluminio leggerissimo, adatto a non appesantire il ricetrasmettitore. Alcune manopole, sempre di recupero, trovano posto nel pannello frontale insieme allo S-Meter e alla presa per la cuffia. Tasto e alimentazione trovano invece posto nel pannello posteriore.


 

 

Il Mountain Topper a lavori ultimati

 

CONCLUSIONI

 

La realizzazione necessita di un pò di esperienza, ma il risultato premia ogni sforzo. Nonostante la potenza di 1 W, con questo ricetrasmettitore ho collegato gli USA e numerose altre stazioni 2XQRP europee, tra le quali diversi amici inglesi del GQRP che mi hanno ispirato alla sua realizzazione. Benchè si tratti di una delle radio più semplici che abbia mai costruito, non nascondo che il suo impiego restituisce molta soddisfazione. Operare con un minuscolo ricetrasmettitore rende infatti piacevole collegare qualsiasi stazione, probabilmente perchè da una piccola cosa non ci si aspettano grandi risultati e quindi tutto quello che viene fuori lo si apprezza in modo particolare... Di certo c'è che il Mountain Topper impersonifica al 100% la famosa massima del QRP che afferma "We do more with less" (Noi facciamo di più con meno). Come dargli torto?

 

Con mia somma soddisfazione, il Mountain Topper è stato pubblicato sulla rivista SPRAT, organo trimestrale del GQRP Club - n. 162, Spring 2015 - con tanto di copertina dedicata che mette in evidenza le sue dimensioni davvero esigue.

 

 

 

A proposito, SPRAT sta per "Small Power Radio Amateur Transmissions" ovvero QRP nella sua forma estesa. In iglese SPRAT indica anche la Sarda (o spratto): sono minimalisti anche nelle definizioni... HI!

 

73/72 Fabio, IK0IXI

 

 

Copyright (c)   Condizioni d'Uso  Dichiarazione per la Privacy
DotNetNuke® is copyright 2002-2017 by DotNetNuke Corporation