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domenica 22 ottobre 2017 ..::  Radiotelegrafia » BUG WORLD » La Storia del BUG ::..   Login
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Storia del tasto semiautomatico Made in USA

  

 

THE BUG

 

 

Since 1905

 

 

Breve storia del mitico tasto telegrafico semiautomatico, del suo inventore e della Vibroplex Co.

 


 

Breve storia del bug e della Vibroplex
Questi tasti furono brevettati nel 1906 da Horace Greeley Martin, un eccellente telegrafista nato a Adairsville - Georgia, nel 1873. Alla ricerca di un qualcosa che permettesse di trasmettere più velocemente senza incorrere nel tristemente famoso "glass arm", egli aveva sviluppato l'Autoplex, un complesso e costoso manipolatore costituito da un congegno elettromeccanico.

 

  

H.G. Martin e il suo Autoplex - 1902

 

Il 17 febbraio 1904  Martin, Walter Phillips, e un gruppo di investitori fondarono la United Electrical Manufacturing Company. Il certificato di incorporazione dichiara un capitale iniziale di mille dollari. Anche se la società era stata costituita per la fabbricazione di dispositivi elettrici e meccanici di ogni tipo, il loro prodotto principale inizialmente era l'Autoplex. La posizione di Martin nella società era di Vice Presidente e Direttore generale responsabile sia delle vendite che della produzione. Gli uffici della Società erano al 25 Broad St., New York ma il negozio dove lavorava Martin era al 53 di Vesey Street.

Alcuni dei telegrafisti che per primi iniziarono a usare l'Horace Martin Autoplex furono chiamati "Uomini Bonus". Sia la Western Union che le Poste avevano contratti con alcuni telegrafisti che erano in grado di inviare un gran numero di messaggi nel più breve periodo di tempo possibile. Gli uomini erano pagati con un bonus in premio per ogni messaggio inviato in più oltre una certa quota. A sua volta la società forniva al telegrafista il circuito migliore tra due città e manteneva le interruzioni del traffico al minimo. Questo circuito era chiamato il "Bonus Wire". L'Autoplex era molto interessante per l'uomo Bonus; poteva mantenere una velocità elevata per un intero turno e permetteva di non essere soggetti alla fatica e la tensione tipica di chi utilizza un tasto standard (verticale o double speed). Il problema era però che le società non acquistavano gli Autoplex, ma erano di proprietà dei telegrafisti. Questo significava che era necessario per un telegrafista acquistare e trasportare sia il suo Autoplex che le batterie a secco necessarie. I telegrafisti ottennero ad un certo punto dalle loro società la fornitura delle batterie. Le aziende generalmente accettarono queste condizioni, ma non riuscirono mai ad accordarsi su una impedenza standard della bobina per gli elettromagneti usati da Martin e da altri produttori emergenti che costruivano apparati simili. Fu questo il motivo per cui Martin iniziò a pensare di progettare un tasto totalmente meccanico.

Nel maggio del 1904, Martin presentò il suo secondo brevetto che comprendeva il suo primo tentativo di un design totalmente meccanico, utilizzando un pendolo vibrante per la produzione di punti. In questo disegno, una leva principale correva parallela ad un pendolo orizzontale, tenendolo in una posizione che metteva in tensione la molla. Quando l'operatore spostava la leva fondamentale verso destra, la leva si ritirava dal pendolo permettendole di vibrare. Questo pendolo vibrante divenne la base per il nome, "Vibro" - plex. Questo brevetto di tasto "a rilascio" non è mai andato in produzione, probabilmente per due motivi. Martin sembra avere problemi con l'efficienza di questo pendolo vibrante fin dall'inizio e due delle tre opzioni di progettazione in questo brevetto ancora prevedevano l'uso di elettromagneti per amplificare l'oscillazione del pendolo. Ma quattro mesi prima un altro telegrafista, William Coffe di Cleveland, Ohio aveva presentato un brevetto che impiegava un disegno a leva con un pendolo verticale non assistito (Mecograph) e successivamente anche con pendolo orizzontale. Per onestà storica quindi, il primo tasto semiautomatico completamente meccanico fù opera di Coffe. Martin però nel suo brevetto parlò per la prima volta di "tasto semi-automatico".

 

Mecograph - 1904

 

Nel terzo tentativo, sempre nel 1904, Martin migliorò l'efficienza del pendolo vibrante con un disegno che inseriva la leva orizzontale, la molla principale, e pendolo in un unico pezzo. In questo disegno, quando l'operatore spostava la leva principale a destra colpiva subito un arresto, obbligando la molla montata sul pendolo di entrare in vibrazione. Dopo il numero desiderato di punti che venivano prodotti tramite la molla di contatto sul pendolo, l'operatore rilasciava il pomello, la leva tornava al suo punto di riposo e il pendolo si arrestava grazie ad un peso. Le linee erano prodotte dal movimento indipendente della leva a sinistra. La leva di Martin era funzionante in due direzioni, spostandola a destra generava i punti e spostata a sinistra generava le linee. Nel brevetto Coffe, la leva funzionava in una sola direzione - a destra per punti. L'ufficio brevetti (e successivamente i giudici) stabilirono che questa piccola differenza nel design di Martin "esibiva una invenzione brevettabile". Questo progetto di tasto semiautomatico meccanico è riportato sul terzo brevetto di Martin, depositato il 16 aprile 1906 e riconosciuto il 22 Gennaio 1907. Viene indicato come il "the original Vibroplex" o "single lever". La sua efficienza e funzionalità prevalsero su ogni altro progetto, compreso quello di Coffe. La produzione del Martin Vibroplex (così fu chiamato) iniziò sembra già a fine 1904 ma presumibilmente non prima del febbraio 1905, anche se il brevetto non era stato ancora richiesto (questo fu presentato da Martin nell'aprile 1906 per rientrare nell'anno di protezione dei brevetti prevista per legge). Contrariamente a quanto affermato su alcune pubblicazioni americane, il primo annuncio del Vibroplex non fu nel giugno 1905 dal "Commercial Telegrapher's Journal"; infatti già nel marzo 1905 un'inserzione economica di un rivenditore di Chicago, O.T. Anderson, scovata dal sottoscritto in un archivio americano, comunicava sulle pagine del "The Railroad Telegrapher" di avere disponibile "something new" (qualcosa di nuovo), appunto il nuovo apparato Martin Vibroplex a soli 12 dollari (mentre l'Autoplex costava 25 dollari, più del doppio).  In caso di insoddisfazione, il Martin Vibroplex poteva essere restituito e i 12 dollari scontati dall'acquisto di un Autoplex.

 

 Primo annuncio del Martin Vibroplex - Marzo 1905

 

Martin Vibroplex S/N 16 del 1905 (collezione IK0IXI)

 

La rivista "The Railroad Telegrapher" era nientemeno che l'organo ufficiale dell' O.R.T. , il potente Order of Railroad Telegraphers, l'organizzazione sindacale che rappresentava quasi tutti telegrafisti delle varie ferrovie di Stati Uniti, Canada e Messico del nord. L'O.R.T. era formato da un consiglio centrale e da varie Divisions che sul territorio nord americano portavano avanti iniziative sindacali con le diverse ferrovie private. Lo status di non iscritto all'O.R.T. significava spesso non essere assunti come telegrafisiti.....o anche essere esclusi dal lavoro.

 

 

La rivista ufficiale era mensile e conteneva varie rubriche, che spaziavano dalle comunicazioni sui vari aspetti contrattuali e retributivi, compresi i reportage sui frequenti scioperi, alle informazioni tecniche ed operative ferroviarie. Ogni mese vi erano delle brevi news da tutte le Divisions con diverse fotografie degli operatori dell'epoca.

 

 

Esisteva anche un fondo per i telegrafisti rimasti senza occupazione oppure invalidi. Era presente anche una rubrica di aneddoti e poesie dedicate al mondo del telegrafo. In calce vi erano le inserzioni pubblicitarie. Quindi "The Railroad Telegrapher" era un importante organo ufficiale, completo e quindi molto seguito dai telegrafisti ferroviari dell'epoca.

 

Copertina de "The Railroad Telegrapher" - Marzo 1905

 

Già nel maggio del 1905 il Vibroplex fu presentato alla conferenza dei sovraintendenti dei telegrafi ferroviari e riscosse un notevole successo. Infatti sul numero di Settembre 1905 del T.R.T. lo stesso rivenditore di Chicago reclamizzava il Martin Vibroplex senza però fare più menzione dell'Autoplex, segno che poco dopo la sua presentazione ufficiale le vendite del Vibroplex andavano già a gonfie vele......con tanto di garanzia "soddisfatti o rimborsati"! Business is business !!

 

Annuncio del Martin Vibroplex senza Autoplex - Settembre 1905

 

Ed ecco come appariva il Martin Vibroplex nella sua prima inserzione ufficiale conosciuta, sempre scovata dal sottoscritto, apparsa sul numero di Novembre 1905 de "The Railroad Telegrapher" (su alcuni eminenti siti viene erroneamente citata Maggio 1906 come data della prima inserzione).

 

Il Martin Vibroplex come appariva su "The Railroad Telegrapher" - Novembre 1905

 

A fronte del suo brevetto rilasciato nel febbraio 1906 e dopo un'azione legale finita in appello, Coffe si vide riconosciuta nel 1907 la paternità del semiautomatico meccanico. Ma fu una vittoria di Pirro; il Vibroplex di Martin era superiore al Mecograph di Coffe e il mercato ormai conosceva e apprezzava le sue notevoli qualità. Seppur messo in produzione quasi due anni prima del riconoscimento ufficiale del brevetto, il bug di Martin aveva spopolato. Nonostante una gestione poco attenta dei suoi brevetti, Martin aveva prodotto un tasto a dir poco eccezionale. Il costo inferiore rispetto all'Autoplex e il suo funzionamento privo di batterie fecero decollare le vendite del Vibroplex in tutti gli Stati Uniti e Canada; poco tempo dopo la sua presentazione, quasi ogni stazione telegrafica della Western Union e delle ferrovie impiegava un Martin Vibroplex.

 

 

Treno e telegrafo, un binomio durato oltre un secolo...

 

 

 Postazione telegrafica tipica dei primi del '900

 

Tra la fine del 1906 e il 1907 "The Vibroplex" venne prodotto in Georgia, a Norcross, dato che la U.E.M. spostò laggiù lo stabilimento dopo un accordo con E. Buchanan, un ex telegrafista del posto divenuto un industriale. Quì nacque la versione "Double Lever", bug con due leve indipendenti.

 

Martin Double Lever - (collezione IK0IXI)

 

Nel 1908, dopo il fallimento della U.E.M., Martin spostò la produzione dei suoi tasti ad Atlanta, sempre in Georgia, dando vita alla Martin Manufacturing Co. Ma nel 1910 Martin trasferì di nuovo la produzione a New York entrando in società con J.E. Albright, un commerciante di macchine per scrivere e tasti telegrafici che aveva il suo negozio al 253 Broadway fin dal 1890. Nel 1911 venne brevettato da Martin il "Model X", primo bug ad usare lo stesso contatto per i punti e per le linee.

 

Martin Model X - (collezione IK0IXI)

 

Tra il 1911 e il 1915 Martin e Albright dovettero iniziare ad affrontare molta concorrenza da parte di numerosi produttori senza scrupoli che producevano e vendevano copie dei loro tasti in barba ai brevetti depositati. Invece di far sequestrare questi tasti "pirata", Albright pensò bene di far pagare al proprietario del tasto una tassa una-tantum di 2 dollari per continuare a usarlo. Una volta fatti pervenire al suo negozio, Albright vi applicava una targhetta che indicava l'autorizzazione all'uso ma senza alcuna garanzia di funzionamento. Non c'è dubbio, Albright sapeva stare sul mercato....Nel 1913 Martin e Albright acquisirono la Mecograph e con essa i diritti sul brevetto Coffe. Nel 1914 fu introdotto il più piccolo bug fino ad allora costruito, il Blue Racer, con base di soli 2.5 pollici.

 

Martin Blue Racer  - (collezione IK0IXI)

 

Nel 1915 Martin cedette la sua quota societaria ad Albright che diede vita alla THE VIBROPLEX COMPANY INC. Horace G. Martin, il telegrafista inventore del Vibroplex, rimase nella fabbrica come tecnico e progettista. Era più interessato alla meccanica che al commercio. Tra il 1915 e il 1937 H.G. Martin continuò la sua opera di progettazione e costruzione dei bug Vibroplex. Nel 1917 uscì il modello Upright, primo e unico bug verticale della casa newyorkese.

 

 

Nel 1918 venne introdotto sul mercato il più piccolo bug, il Midget (nano). Entrambi i modelli furono prodotti per un paio di anni.

 

 

Nel 1920 naque la versione Original con base più piccola da 3''; più tardi, nel 1934, questo bug prese il nome di Martin Junior.

 

 

 Vibroplex Martin Junior (collezione IK0IXI)

 

Nel 1923 Martin brevettò alcune migliorie nell'Original (dash lever). Nel 1927, su progetto del dipendente J. La Hiff, venne prodotto il "Lightning Bug" (la lucciola), con un rivoluzionario telaio detto assembled frame. Nel 1936 iniziò la produzione e fornitura dei J-36, in pratica la versione militare del Lightning Bug.

 

Vibroplex Lightning Bug - primo anno 1927 (collezione IK0IXI)

  

J-36, la versione militare del Vibroplex Lightning (collezione IK0IXI)

 

Nel 1937 Horace Greeley Martin, l'inventore del Vibroplex, morì all'età di 64 anni. Il grande telegrafista venuto dalla Georgia passò in SK, ma la sua opera gli sopravviverà per sempre.

 

 

HORACE G. MARTIN

 

Inventore del Vibroplex

 

( 1873 - 1937 )

 

Alla scadenza dei brevetti originali (dal 1915 di proprietà di Albright), nel 1938 due dei 4 figli di Horace G. Martin,  J. W. Martin and R. W. Martin, si associarono con tre investitori per formare la Martin Research & Manufacturing Company, con sede al 233 Broadway, New York. Poco si sa della della MR & M.; Bill Holly descrive sul suo libro un accordo tra Vibroplex e M.R. & M. per cui M.R. & M. avrebbe sviluppato i bug mentre la Vibroplex li avrebbe venduti. Tuttavia, questo accordo non fu mai completato a quanto pare, o fu di breve durata.
La M.R. & M. produsse quattro modelli, tre dei quali sul modello del Vibroplex # 1 (Original), # 4 (Blue Racer) e # 6 (Lightning Bug). Questi bug sono stati chiamati il # 1, # 4 e # 6 Martin Flash Key. Il quarto modello è un tasto economico diverso da qualsiasi modello Vibroplex, pur avendo una meccanica simile a quello del Midget. In totale vennero prodotti meno di 2000 tasti. Infatti il marchio Martin Flash Keys continuò ad essere usato dai figli di Martin per poco. Venne acquisito dalla J.H. Bunnell nel 1939-1940 e i tasti continuarono ad essere prodotti per alcuni anni come Bunnell-Martin. Nel 1940 un progetto di Horace G. Martin, il Rotoplex, venne depositato dal figlio H.G. Martin Jr. e venne realizzato dalla J. C. Clark.

Il 1939 vide alcuni cambiamenti significativi nella produzione Vibroplex. Fu tolto dalla produzione il Martin Junior e vennero introdotti lo Zephyr e lo Champion, entrambi di derivazione Lightning Bug.

 

Vibroplex Zephyr (collezione IK0IXI)

 

Vibroplex Champion (collezione IK0IXI)

Nello stesso anno la finitura standard passò dal nero japanned al nero goffrato. Nel 1940 vennero annunciate le versioni De Luxe dei modelli Original, Lightning Bug e Blue Racer, caratterizzate da finitura della base cromata e i jewelled movements sul pivot. Nel 1948 fu introdotto il Presentation o Super De Luxe, un Original De Luxe con una lamina di ottone placcato oro sulla base e una molla del braccetto regolabile.

 

Vibroplex Lightning De Luxe (collezione IK0IXI)

 

Vibroplex Presentation/Super De Luxe (collezione IK0IXI)

 

Vibroplex Blue Racer De Luxe (collezione IK0IXI)

 

Nel 1955 la finitura standard passò dal nero goffrato al grigio goffrato. Nel 1958 cessò la produzione dello Zephyr.
Nel 1960 uscì il primo paddle Vibroplex, il Vibrokeyer. Albright e la sua famiglia mantennero la proprietà della Vibroplex fino al 1965 quando fu venduta a John La Hiff, l'ingegnere meccanico già dipendente della società da lungo tempo e che fu il progettista dell'assembled frame usato sul Vibroplex #6 o "Lightning Bug ", sullo " Zephyr " e sullo "Champion". Nel 1966 cessò la produzione del Blue Racer. I figli di John La Hiff vendettero la società a Peter Garsoe nel 1979 e la Vibroplex venne trasferita a Portland, Maine. Nel 1979 venne immesso sul mercato il primo paddle a doppia paletta, lo Iambic., ma il Lightning Bug e lo Champion uscirono di produzione. Nel 1982 uscì il Brass Racer. Peter Garsoe nel 1994 vendette la società a Felton "Mitch" Mitchell, W4OA e la Vibroplex venne spostata a Mobile, Alabama. Lo stabilimento di produzione venne installato però a La Grange, Georgia. Nel 1996 videro la luce lo Square Racer e il primo verticale Vibroplex, lo Straight Key. Nel 2000 una versione moderna del Blue Racer, il Blue Racer 2000, fu introdotto sul mercato.

 

Nel 2004 uscì una versione Original Centennial per ricordare i 100 anni del primo brevetto di Martin. Nel 2009 Mitchell ha venduto la Vibroplex a Scott Robbins W4PA che ha portato gli stabilimenti a Knoxville, Tennessee. Dopo tutte queste varie peripezie commerciali, la ormai secolare fabbrica americana produce ancora oggi alcuni dei suoi splendidi bugs e continua ad essere il riferimento mondiale per questo genere di tasti. Siamo tutti affezionati al noto marchio americano e sul loro sito si possono vedere i vari modelli ancora oggi prodotti.

 

www.vibroplex.com

 

 

Stand a Dayton 2002 

thanks to Vibroplex.com photo gallery

 

Che dire, il Vibroplex ha influenzato la carriera di migliaia di telegrafisti professionisti ed operatori radio. Per decenni è stato impiegato sulle reti commerciali con profitto e ancora oggi, dopo oltre un secolo dalla sua invenzione e fondamentalmente senza modifiche, il bug è usato dai radioamatori telegrafisti di tutto il mondo; niente male per un giovane telegrafista venuto dalla Georgia... Lo stile inconfondibile della trasmissione tramite bug è un qualcosa di musicale che difficilmente sfugge alle nostre orecchie. E' una presenza romantica e poetica in un mondo di alta tecnologia... Per chi non si è ancora mai avvicinato all'uso di un bug, consiglio di procurarsene uno e iniziare a prenderci confidenza; difficilmente rimarrà deluso ma, anzi, si divertirà un mondo.

  


Per completezza aggiungo la cronologia societaria della Vibroplex,

dagli albori ad oggi:

 

1904 - 1907 United Electric Manufactoring Co. (New York City, NY)

 

1907 - 1908 United Electric Manufactoring Co. (Norcross, GA)

 

1908 - 1910 Martin Research Co. (Atlanta, GA)

 

1910 - 1915 Martin & Albright (New York City, NY)

 

1915 - 1979 Vibroplex Co. (New York City, NY)

 

1979 - 1994 Vibroplex Co. (Portland, ME)

 

1994 - 2009 Vibroplex Co. (Mobile, AL)

 

2009 - ???? Vibroplex Co. (Knoxville, TN)

 


Variazioni costruttive e "Special orders"

 

La Vibroplex nel tempo ha fornito delle varianti importanti alla produzione standard. In particolare si è trattato di opzioni sulle basi, ovvero nelle dimensioni e colore delle stesse.

Una di queste era la possibilità di avere il Bluer Racer #4 su base "Old Style" ovvero da 3,5''  anzichè sulla standard da 2,5''.

 

 

Un'altra opzione era quella di avere il modello Original montato su una base più piccola da 3'' o, come si legge testualmente sulle inserzioni, "furnished on smaller base".

Oltre a quest note possibilità ci sono delle opzioni mai pubblicizzate dette "Special Orders"; una è quella del Blue Racer #4 montato su una base da 3'', la stessa che veniva utilizzata per lo "Orginal on smaller base". Solo due esemplari al mondo risultano essere censiti; quello di Andy N7BG e il mio.

 

 Il Blue Racer su base da 3'' di IK0IXI

Tom Perera possiede un original con parti di un improved Model X.......queste variazioni, seppur molto rare, esistono. Certo non possono trovare molto spazio sui "libri sacri" ma queste "curiosities" sono presenti e ogni tanto fanno capolino da qualche vecchia soffitta...


 

Curiosità...ma perchè BUG? 

 

In un epoca dove la telegrafia era il mezzo di comunicazione per eccellenza, in america un operatore di scarsa qualità era definito "bug" (insetto) in senso dispregiativo. Già nei primi numeri del giornale "Operator" di fine '800 gli operatori poco pratici o che interferivano con il traffico erano definiti "bugs" oppure "bughouse" (da manicomio, matti). E sull'origine di questo slang c'è un aneddoto pubblicato su "The Railroad Telegrapher" di Agosto 1901, pag. 727 e raccontato da un vecchio telegrafista a un giornalista del New York Evening Post. Un giorno la linea telegrafica tra New York e Baltimore andò fuori servizio; il segnale telegrafico divenne distorto e i sounders iniziaro ad emettere un codice del tutto indecifrabile. La situazione precipitò nel caos e tutti i Wire Chiefs della linea furono mobilitati per trovare il guasto e ripristinare la corretta comunicazione. Dopo un po' di tempo e accurate misurazioni venne individuato il problema proprio nell'ufficio di Baltimore: uno scarafaggio si era intriso di inchiostro per macchine ed era riuscito a introdursi in una scatola dove erano sistemate le resistenze di linea. Nel tentativo di uscirne si era incastrato nel buco di uno spinotto, mandando in corto la linea corrispondente. Lo scarafaggio fu immedatamente rimosso e la linea telegrafica tornò di nuovo a funzionare perfettamente. Nel descrivere l'accaduto alla sede di New York, uno dei Wire Chiefs telegrafò dicendo "we had a bug" ovvero "abbiamo avuto un insetto". In poche decine di minuti la notizia fece il giro del continente e associando il cattivo suono della linea guasta alla presenza di un bug nell'impianto, nacque un nuovo modo di dire che da allora fu usato da tutti i telegrafisti americani e canadesi per definire ogni forma di cattiva o difettosa manipolazione. Da quì la deformazione "we have bughouse!" che suona circa "ecco il matto!" oppure "che manicomio!". Il termine bug quindi era un modo di dire, uno slang appunto, un gergo che grazie alla sua brevità di trasmissione prese piede sulle congestionate linee telegrafiche americane; quando c'era un problema, una distorsione oppure una manipolazione non decifrabile si usava l'appellativo "bug".

 

 Vignetta satirica sul'essere un bug....era in questo caso riferito ai "NON'S MAN", ovvero a chi non si iscriveva alla potente organizzazione O.R.T (Orders of Railroads Telegraphers) ma è molto indicativa di cosa significasse allora l'appellativo bug per un telegrafista.....

da "The Railroad Telegrapher"

 

Con l'avvento del Martin Vibroplex la voglia di ottenere velocità alte e percepire quindi una paga maggiore era tanta....d'altronde la pubblicità parlava chiaro...ma non tutti riuscivano a ottenere con il Vibroplex una buona manipolazione (e anche oggi....HI!); moltissimi li usavano piuttosto maldestramente, magari occupando anche qualche linea telegrafica per farci pratica. Vi erano quindi in giro delle comunicazioni di pessima qualità, traballanti e incomprensibili, dovute al non corretto uso del nuovo Martin Vibroplex. Gli operatori che usavano i loro Vibroplex in questo modo venivano quindi identificati come "bugs".  Da quì il nomignolo curioso che da allora identifica i tasti semiautomatici. A partire dal 1920, un bug apparve sotto forma di piccola lucciola (lightning bug o firefly*) sul marchio Vibroplex. Nel 1927 un favoloso tasto della nota casa, il numero 6, prese il nome di "lucciola"; appunto il "Lightning Bug". Bella storia, no?


 

 

* Firefly / Lightning Bug - Photuris  and Photinus species, Insect Order Coleoptera - Beetles / Family: Lampyridae - Fireflies or Lightning Bugs

Il Bug è un marchio depositato della Vibroplex Co.

 

 


 

Nota conclusiva

Quanto riportato in questa pagina è frutto delle mie personali ricerche storiche su testi, archivi web e di nottate passate a sfogliare intere annate di riviste americane....Ma è anche frutto di contatti diretti con noti cultori e collezionisti americani che mi sono preso la briga di contattare. Non pretendo di essere il tenutario della verità assoluta, ma per quel che mi riguarda quel poco che ho scritto è documentabile. Purtroppo nel nostro Paese le informazioni sui bug sono poche ma in compenso molto confuse....Approfittando del torbido, diversi appassionati ci hanno messo molta fantasia interpretando a piacimento alcuni concetti e inventando storie e aneddoti su questo strumento, storie mai dimostrate e senza alcun riferimento bibliografico. Io non ho inventato nulla ma mi sono limitato a chiedere e documentarmi, mettendo a disposizione di tutti quello che ho trovato e citando le fonti. Lo ritengo un comportamento doveroso quando si intende fare divulgazione e non pontificazione.

Chi volesse iniziare un serio e corretto approfondimento in materia di tasti semiautomatici e per maggiori informazioni sulla vasta produzione Vibroplex, consiglio l'ottimo libro di Tom French - W1IMQ "The Vibroplex Collector's Guide" - Third Edition. Il testo è ordinabile dalla Vibroplex oppure direttamente dall'autore (artifaxbooks.com). Io conservo gelosamente la mia copia con dedica dello stesso Tom ed è disponibile per qualsiasi consultazione. Ringrazio Tom French - W1IMQ per l'aiuto e le precisazioni fornitemi nonchè di avere accettato, in pieno spirito pragmatico, che un semplice appassionato italiano come me possa aver corretto alcune inesattezze sulla storia del bug al punto di aggiornare la prossima versione del suo libro. Thanks to Tom French for news about Vibroplex history and H.G. Martin's life. Also thanks for friendly information sharing about early Vibroplexes.

 

 

 

Finalmente nel febbraio 2012 è uscito anche il mio libro "VIBROPLEX". Dopo essermi documentato abbastanza su questi particolari tasti, ho deciso di mettere a disposizione di tutti il mio "bagaglio" costruito in diversi anni di ricerca, uso, collezione dei bug. Un testo semplice, un piccolo manuale che aiuta a capire tutto su questi "stradivari" della telegrafia.

 

 

 

 Fabio Bonucci IK0IXI, KF1B                                                  Last update: Agosto 2012

 

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