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Mittwoch, 27. Mai 2020 ..::  Radiotelegrafia » Manipolazione Giapponese ::..   anmelden
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In direzione ostinata e contraria

 

MANIPOLAZIONE "GIAPPONESE"

 

 

 

(o meglio "European Style" sending)

 


 

Da tempo ormai mi sono dedicato alla manipolazione senza gomito in appoggio, per così dire "alla Giapponese" (termine improprio ma che a me piace molto..). Questa manipolazione, che in America chiamano "European Style", è stata in verità largamente utilizzata in tutto il mondo anglosassone, asiatico, russo ecc...quindi di certo non appartiene soltanto al Giappone. Molto semplicemente e in modo pragmatico, si tratta di un validissimo metodo per impiegare l'avambraccio in sintonia con il polso, ottenendo una manipolazione sufficientemente precisa, senza affaticamento e senza bisogno di un appoggio per il gomito, non sempre disponibile nelle postazioni militari, navali, mobili ecc. Sul sito della Milestone Technologies è possibile leggere un interessante articolo sulle differenze tra American Style ed European Style.

Dato che per 30 anni ho usato la trasmissione nell'American Style, per pura curiosità è partita la mia ricerca indirizzata a poter trasmettere anche in European Style. Trovando in Italia pochissime informazioni, ho iniziato a visionare decine di video, a leggere molti articoli ma soprattutto a chiedere informazioni e delucidazioni agli amici della RNARS (Royal Navy Amateur Radio Society) e del A1 Club della JARL (Japan Amateur Radio League). Infatti è stato facile trovare su YouTube i vecchi filmati delle stazioni costiere inglesi tipo Portishead Radio, nei quali si evince chiaramente quale tipo di manipolazione impiegassero per espletare l'immensa quantità di traffico radiotelegrafico, ma non è altrettanto facile reperire documentazione al riguardo. Per fortuna in Giappone i membri del JARL A1 CLUB organizzano veri e propri meetings imperniati sulla formazione dei giovani (e meno giovani) radioamatori all'uso delle varie tipologie di tasti telegrafici, alla manipolazione con gomito senza appoggio, alla corretta ricezione e al rispetto delle procedure operative. Gentilmente lo Staff dell'A1 CLUB nella persona di Atsu Taniguchi - JE1TRV / JS2AHG, già collega del FOC, ha risposto alle mie varie email di richiesta informazioni e mi ha indirizzato su alcuni siti web. Inoltre Atsu mi ha inviato alcuni opuscoli informativi che usano per i loro corsi di trasmissione telegrafica. Tutto materiale in lingua giapponese (!) ma che Atsu ha gentilmente provveduto a tradurmi in inglese nelle parti principali in modo da renderle fruibili. Mi sono dovuto mettere al lavoro, ho dovuto imparare di nuovo a trasmettere il CW secondo la loro scuola, seguendo le loro indicazioni esattamente come fanno i ragazzi alle prime armi. Sono stato anche invitato a far parte di questo attivissimo Club.

 

 

 I meetings A1 CLUB

 

Diploma di appartenenza all'A1 CLUB

 

Così facendo nel giro di poche settimane sono riuscito a comprendere i passi fondamentali della trasmissione senza gomito in appoggio e ho iniziato a tirare fuori una manipolazione gradevole e per niente faticosa. E' stato un persorso interessante che mi ha fatto apprezzare un modo di trasmettere al quale non avevo mai prestato molta attenzione ma che, invece, si è rivelato essere semplice ed efficace. Basta infatti applicare poche e semplici regole, con la giusta dedizione e parecchia costanza, per riuscire a impiegare i tasti Hi-Rise nel modo per il quale sono stati concepiti. Sono quindi felice di poter condividere questa mia esperienza su questo sito, nella speranza che qualcuno ne possa trarre vantaggio.

 


 

IMPOSTAZIONE DEL CORPO


Per prima cosa è fondamentale avere il tasto ad un'altezza tale che il nostro avambraccio, senza sforzo, possa avere un'angolazione di circa 16° rispetto al piano di appoggio del tasto. Questo angolo serve a fare in modo che il polso non avverta mai il peso dell'avambraccio "all'indietro" ma che anzi rimanga libero di muoversi e di imprimere la manipolazioe sfruttandone il peso. Un angolo troppo inferiore aggraverebbe il polso del peso dell'avambraccio, facendolo stancare presto e compromettendo la manipolazione. Così facendo invece si potrà operare a lungo senza fatica. Ovviamente i 16 ° sono indicativi, sono solo un punto di riferimento fornitomi dai colleghi Giapponesi.

 

 

Per ottenere questa condizione si dovrà agire su:

 

- Altezza del tavolo

 

- Altezza della sedia

 

- Entrambe

 

Non esitate a usare sedie diverse, più alte e magari cuscini anatomici, piani di appoggio differenziati. Solo una volta soddisfatta questa prima e fondamentale condizione si dovrà passare oltre. Sostanzialmente basterebbe usare un tavolo sufficientemente più basso del solito, ma in mancanza d'altro basta trovare il giusto compromesso. Il braccio non dovrà essere rigidamente al fianco dell'operatore ma un poco allargato (circa 15 cm) verso l'esterno per facilitarne i movimenti durante la manipolazione. Misurate i 15 cm tra il vostro fianco e il gomito. Fatto questo, posizionare il tasto sul tavolo esattamente di fronte al punto dove la mano si poggia naturalmente, mantenendo una postura comoda ma allo stesso tempo con il busto eretto, non "sbragati" sulla sedia. Il tasto potrà trovarsi direttamente sul bordo oppure un pò interno ad esso, ad una distanza di pochi centimetri che dipende dallo spazio tra operatore e tavolo.

In alternativa, il tasto potrà essere posizionato di fronte all'operatore: in questo caso il braccio compirà un angolo di circa 45 gradi. Qualunque sia la posizione del tasto, l'operatore dovrà sedere comodamente e correttamente ad una distanza che non lo costringa a estendere il braccio in modo innaturale verso il tavolo o addirittura a ritirarlo verso se stesso. Come riferimento usate il vostro gomito: fate in modo che esso si allinei al vostro profilo addominale. Il tasto normalmente capita a circa 5 cm dal bordo. 

 


 

Adesso si potrà regolare il tasto inizialmente secondo le seguenti indicazioni:

 

- GAP (distanza dei contatti): 0.5 mm

 

- Molla: 300 gr.

 

Le regolazioni GAP e Molla saranno adattate all'operatore MA consiglio di non allontanarsi da queste regolazioni, almeno agli inizi. Un  GAP inferiore infatti non permette di apprendere un movimento ampio del polso e braccio, un GAP superiore inizia invece a rendere il movimento pesante poco agile. Consiglio di iniziare dal GAP largo (0.5 mm) per obbligare il braccio e il polso ad un corretto movimento. Una volta raggiunto un livello di pratica sufficiente si può ridurre il GAP a piccoli passi, fino a raggiungere il GAP personale che, di norma, si attesta intorno a 0.15 - 0.2 mm per le velocità basse (entro i 15 WPM) mentre si potrà ridurre ulteriormente per velocità superiori. Essendo una regolazione strettamente personale, non si può fornire una misura uguale per tutti; in ogni caso il GAP ideale rimane quello che permetterà una manipolazione precisa alla velocità desiderata, contestualmente ad un movimento ampio del polso e avambraccio (defaticamento continuo), restituendo un buon CW e lunghi QSO. Ognuno troverà il suo giusto equilibrio.

 

Il pomello va preso con tre dita ed esattamente:

 

- Pollice posizionato sotto il pomello a "ore 7" 

 

- Indice sopra il pomello, in appoggio con il polpastrello, a "ore 11"

 

- Medio sopra il pomello, in appoggio con il polpastrello a "ore 13"

 

 

 

Il movimento del polso deve essere ampio e va trasmesso al disco attraverso l'azione congiunta di indice e medio. il polso deve compiere sempre un ampio movimento e premere in basso, sia per eseguire i punti che per eseguire le linee. I giapponesi chiamano questa tecnica "ANKA SHIKI".

 

 

 

 

La presa appena descritta va bene per velocità medio basse, diciamo fino ai 10 - 18 WPM. Durante la manipolazione noterete che l'angolo intorno ai 16° è davvero fondamentale per la riuscita di questa manipolazione e soprattutto per non affaticare il braccio. Infatti solo consentendo al polso di lavorare in assenza di peso aggiunto si può riuscire a trasmettere a lungo e senza fatica. In tutti gli altri casi, dove il braccio viene lasciato basso, si avvertirà fatica e dolore dopo poco tempo.

 


MANIPOLAZIONE INGLESE "G.P.O."

 

Per quanto riguarda la manipolazione adottata dagli operatori inglesi c'è da dire che cambiano sia la presa al pomello che il modo di eseguire gli elementi. Impiegando quasi esclusivamente tasti a leva lunga, provenienti dall'era quando si usavano pericolosi trasmettitori con tensioni letali per l'operatore, c'è più spazio sia per le dita che per la mano e quindi c'è la possibilità di avere un diverso approccio alla manipolazione. In particolare, dagli operatori inglesi veniva sfruttato molto il disco, che su questi tasti (es. P.S.213A) assume dimensioni importanti. Invito a visionare questo interessante video sulla GKA - Portishead Radio.

Secondo me è uno dei video più istruttivi in circolazione perchè, se esaminato con attenzione, ci apre gli occhi verso una tecnica di manipolazione diversa ma, allo stesso tempo, offre diversi spunti di riflessione. E' facile notare come i movimenti della mano e del polso siano veloci, essenziali ma molto efficaci. I più attenti noteranno poi che si tratta di una manipolazione particolare: con un abile quanto veloce movimento, gli operatori eseguivano sia le linee che i punti con il polso verso il basso usando il pollice e il medio per imprimere la pressione necessaria all'insieme disco - pomello. I movimenti sono rapidissimi e decisi, non è facile capire al primo sguardo per cui il video va rivisto più volte. E' una tecnica molto efficace specie alle alte velocità e se ben eseguita ha anche il pregio di stancare meno l'operatore. E' possibile anche adottare una manipolazione mista con le linee eseguite verso il basso e i punti verso l'alto. La velocità richiesta per operare a GKA era di 27 WPM per 5 minuti senza errori...

Personalmente uso i seguenti parametri:

 

- Pollice: poggiato sul disco a ore 7

 

- Indice: sul pomello a ore 13

 

- Medio: sul disco a ore 14

 

- Anulare e Mignolo: liberi o raccolti nel palmo della mano.

 

- Molla: 300 gr.

 

- Gap: 0.1 mm

 

Senza dubbio si tratta di un metodo per essere sciolti, non faticare ed essere allo stesso tempo molto veloci nella trasmissione. Notevole infatti era la disinvoltura con la quale gli operatori di GKA svolgevano il notevole traffico radiotelegrafico (notare quanti erano gli operatori in sala e quanti radiotelegrammi scorrevano sul nasto trasportatore...sembra una catena di montaggio..). Ogni operatore aveva ovviamente la sua personale presa al pomello, dettata dalla tecnica impiegata e dalle proprie abitudini. Direi che si può avere la propria opinione su questa manipolazione, la si può amare o odiare ma non si può certo negare l'evidenza: funzionava benissimo. Gli inglesi erano veri professionisti e lavoravano in modo impeccabile.

 

 

 

Tra i moderni cloni del P.S.213A, il tasto che secondo me incarna più fedelmente l'operatività di questo tipo è il PB213 di Phil Boyle G0NVT:

 

 

 

 

Il pomello è grande, accogliente, fatto appositamente per ospitare comodamente le dita. Disco molto largo. Il movimento è fluido, perfettamente bilanciato e il contatto ha una molla di precarico regolabile (Spring Loaded) utilissima per ammortizzare la battuta e rendere la trasmissione perfetta. La molla così concepita e realizzata non fa altro che replicare l'effetto che il PS213A originale creava sfruttando l'elasticità della lamina di contatto (tongue). Questo almeno accadeva nell'impiego inglese del tasto. E' noto (almeno in UK) che le lamine originali del PS213A, quando usato in questo modo, avevano una certa tendenza a piegarsi. Per questo motivo nel 1950 i PS213A di Portishead Radio furono modificati accorciando le lamine in modo che questo fenomeno venisse eliminato o almeno contenuto. A causa della lamine più corte, su questi tasti vennero anche spostati i supporti dei contatti superiore e inferiore. Questa modifica mi è stata confermata da alcuni ex-operatori di Portishead Radio, oggi attivi membri del FOC - First Class Operators' Club.

 

PS213A a Portishead Radio - Notare la corta lamina del contatto

 

 

Successivamente, nei primi anni '80, un certo quantitativo di tasti 213 furono costruiti ex-novo dalla BT (British Telecom) copiando i PS213A modificati 30 anni prima. Sono i così detti "Rugby Key".

Consapevole di tutto questo, Phil Boyle G0NVT ha  pensato bene di ottenere lo stesso risultato elastico dato dalla molla a lamina originale creando appunto lo Spring Loaded Contact Assembly, ovvero un insieme meccanico che contiene sia il contatto che la molla a spirale di precarico. Tramite due regolazioni coassiali ma indipendenti si possono ottimizzare sia il Gap che l'elasticità della risposta. In questo modo nel PB213 il feeling è anche migliore del PS213A originale e non c'è più nessun pericolo di "tongue bending".

Il PB213 è il tasto a leva lunga che preferisco perchè è un attrezzo fatto per trasmettere. Non è una banale copia ma si tratta di una rivisitazione moderna di un mitico tasto inglese.

Il mio S.N. #43 l'ho ribattezzato "La pecora nera".

Sul sito di Phil è possibile prendere visione della sua produzione:

 

 

 


 

MANIPOLAZIONE MILITARE GIAPPONESE

 

 

Image from PA3EGH's web site

 

Per le velocità più alte e durevoli è consigliabile usare questa seconda manipolazione che va benissimo anche nel caso il vostro tasto non disponga di disco ma solo di pomello (caso piuttosto frequente nei tasti inglesi e giapponesi). I giapponesi chiamano questa tecnica "HAN-DOU-SHIKI" ed era in uso tra gli operatori militari. Questa variante è stata studiata per ridurre il "Plateau period", ovvero la permanenza in basso del polso, al fine di riuscire a trasmettere fin da subito a velocità più alte del normale. Il polso, come vedremo, nella Han-Dou-Shiki gioca un ruolo molto diverso dalle classiche tecniche di manipolazione. Le impostazioni delle dita sono le seguenti:

  

- Pollice posizionato a "ore 6" tra pomello e disco.

 

- Indice sopra il pomello a premere, con il polpastrello a "ore 11"

 

- Medio sopra il pomello a premere, con il polpastrello a "ore 13"

 

- Anulare e Mignolo: piegati nel palmo della mano ma senza forzare.

 

- GAP (distanza dei contatti): finale tra 0.2 e 0.3mm (si inizia con 0.5mm)

 

- Molla: tra 200 - 300 gr.

 

 

Il movimento del polso avviene "a rimbalzo", ovvero esso funge da rapido innesco sempre allo stesso modo sia per i punti che per le linee ma è la pressione delle dita che determina la creazione punti e linee. In questo modo è possibile dare luogo ad una manipolazione caratterizzata da un abile movimento generale che differenzia tra loro il comportamento del polso e delle dita che quì giocano un ruolo fondamentale. Per questo tipo di manipolazione l'avanbraccio va posizionato allo stesso livello del tasto e il polso segue immediatamente in alto ogni punto e ogni linea, in modo molto diverso dall'ANKA-SHIKI.

 

 

 

Come si vede dal grafico, nella Han-Dou-Shiki è la pressione delle dita (Finger pressure) che esegue la manipolazione. Il movimento del polso (Wrist movement) è lo stesso per ogni inizio elemento, sia punto che linea, ma si tratta di un breve impulso dopo il quale esso torna subito in alto. Per comprendere meglio la Han-Dou-Shiki bisogna visualizzare il movimento del polso come un rimbalzo di palla sul terreno.

 

 

Si tratta di una manipolazione totalmente atipica, a "rimbalzo" che va assimilata con metodo ed esercizio, ma che offre ottimi risultati nelle alte velocità. E' quella che personalmente preferisco perchè molto più redditizia in termini di velocità e fatica, anche se è la più complicata da ottenere in quanto sconvolge il concetto tradizionale di manipolazione manuale. Se eseguita male può dare origine a "glass arm", per cui prestare attenzione. Ringrazio Sumio Matsuda JA1OQG per i preziosi consigli.

 

 

Si consiglia l'impiego di tasti a leva corta e leggera. Vanno benissimo gli economici HI-Mound, perfetti i vecchi ma quasi introvabili Dentsu-Seiki.

 

Patch di Radiotelegrafista della Marina Imperiale Giapponese


NOTA

Osservando alcuni video di OM giapponesi, mi sono accorto che alcuni adottano un piccolo "trucco" per aumentare il grip. I colleghi del Sol Levante mettono un pezzettino di plastica o altro tessuto sul pomello...All'inizio mi sembrava una cosa superflua, quasi ridicola..ma facendo QSO di oltre 2 ore con lunghi QTC a causa della sudorazione delle dita in effetti si nota una certa perdita di presa sul pomello.. Come primo approccio ho ritagliato un dito di un guanto in latex e l'ho messo sul pomello, mantenendolo in posizione con un piccolo elastico: il risultato è subito stato interessante con un grip perfetto anche dopo lunghissimi QSO. Poi, su suggerimento di Vlado IU0HMB, ho provato a sostituire il dito di gomma con il nastro vulcanizzante 3M mod. 23 C'è da dire che è molto meglio..infatti non solo si applica all'istante e rimane in posizione senza bisogno di nessun elastico ma, essendo di colore nero, neanche si nota quando è sul pomello. Provate voi stessi se ne sentite la necessità.

 

Pomello con fascia di nastro autovulcanizzante

 

Il piccolo GT-706, ottimo tasto Hi-Rise per uso portatile di recente acquisizione

 


A questo punto credo di aver detto tutto circa la manipolazione "giapponese" o European Style che dir si voglia. Ovviamente quello che avete letto è soltanto una mia opinione, un'esperienza che ho il piacere di condividere. Il contenuto del presente articolo ha il solo scopo divulgativo, non didattico. Mi trovo a dover specificare queste cose perchè c'è qualcuno sempre a caccia di "opinoni da combattere" e potrebbe strumentalizzzare il tutto come ha già fatto in passato. Pertanto prendete tutto come un divertimento.  

 

Per eventuali chiarimenti potrete contattarmi.

 

 

73 Fabio, IK0IXI

FOC

JARL A1 CLUB

KCJ Keymen's Club of Japan

 

 

 

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