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GHD GD907WS Autokey

 

GHD GD907WS

 

 

 

Un tasto innovativo

 


 

La GHD si è sempre distinta per l'innovazione e in tal senso questo tasto ne interpreta forse la massima espressione. Si tratta infatti di un Autokey, ovvero di un tasto Dual - Lever + Dual - Arm, ovvero dotato di doppia leva ma anche di due bracci indipendenti. Esistono esempi di tasti semiautomatici (bug) Dual Lever fin dagli anni '10 del XX secolo e riproposti fino ai giorni nostri, ma nel caso del GD907WS siamo di fronte ad un tasto che non solo possiede un doppio attuatore (Lever) ma anche due bracci completamente indipendenti (Arm). Questa particolare configurazione lo rende assolutamente diverso da qualsiasi Bug. Infatti un Autokey è un tasto meccanico in grado di generare in modo automatico sia i punti che le linee (Full Auto). Tecnicamente parlando il GD907WS si dovrebbe definire "Doppio Bug" ma non è un termine che rende bene l'idea della manipolazione Full-Auto che questo tasto è in grado di esprimere. Infatti la manipolazione Full-Auto è da sempre associata ai Keyers elettronici, non ai Bug, pertanto ritengo più oppurtuno identificarlo come Autokey. Aggiungo che il GD907WS non è il primo Autokey della Storia (se ne sono visti diversi in circolazione) ma ha delle caratteristiche uniche nel suo genere.

 

Da Dual Lever il GD907WS può essere trasformato in Single Lever, quindi i due bracci possono essere comandati da un'unica leva centrale.

 

Inoltre il GD907WS può funzionare anche come un classico Bug key con punti automatici e linee manuali (Semi-Auto) semplicemente bloccando il braccetto destro mediante apposito congegno. Di conseguenza questo tasto ha una doppia personalità: Autokey con la possibilità della Doppia o Singola leva oppure Bug tradizionale, sempre con Doppia o Singola leva.

Credo non esista nessun altro tasto con tutte queste soluzioni integrate. Ma vediamolo in dettaglio.

 

 

MECCANICA

 

Per ottenere il funzionamento Autokey la GHD ha previsto due bracci gemelli in tutto e per tutto eccetto che per la larghezzadelle molle a lamina. Questo perchè da una parte si è voluto mantenere una certa simmetria nel design ma, allo stesso tempo, si è dovuta soddisfare l'esigenza di avere due diverse velocità di oscillazione. Montando due molle di diversa altezza ma stesso spessore si è ottenuto il doppio risultato di avere due bracci identici ma con due velocità di oscillazione nettamente diverse. Le molle sono spesse 0.63 mm, quella delle linee è alta 15 mm e quella dei punti è alta 12 mm. I due bracci possono essere manovrati direttamente dalle palette nel caso si scelga di operare in modalità Dual Lever; in questo caso l'operatore agisce direttamente sui due bracci (vedi foto di inizio pagina). Ma nel caso si scelga di operare in modalità Single Lever entra in gioco una terza leva centrale che agisce di rinvio alternativamente sui due bracci (vedi foto sotto).

 

 

 

 

Su questa terza leva si regola con precisione la centratura e l'escursione di un pistoncino, tarature necessarie affinchè lo scambio punti - linee avvenga nel tempo giusto. Infatti è imperativo che un braccio si metta in movimento solo ed esclusivamente quando l'altro è fermo, e questa condizione la si deve ottenere regolando meticolosamente il suddetto pistoncino come pure i due Damper, i quali debbono agire in perfetta alternanza. Il pistoncino va regolato in modo da lasciare il suffciente giogo tra i due bracci e avere quindi un'azione corretta parte della terza leva. Il giogo è di circa 1 mm. I Damper, come sempre, vanno leggermente in appoggio per smorzare con sicurezza, ma senza alcuno sforzo, l'oscillazione dei bracci.

 

 

 

La struttura meccanica dei bracci è del tutto uguale a quella di un comune bug, quindi si ritrova per ogni braccio un Damper, la regolazione di escursione e la relativa molla di rinvio. Queste tre regolazioni vanno poste in modo che ogni braccio abbia un'oscillazione tale che assicuri una perfetta generazione dei punti e delle linee come pure una risposta che consenta ai bracci di ritornare in posizione in modo sicuro e senza rimbalzi. Di diverso, anzi contrario, c'è la regolazione dei due Damper, che su questo tasto sono mobili mentre sono gli stop a riposo dei bracci ad essere fissi (in un bug tradizionale il Damper è fisso e si agisce sulla escursione del braccio per il corretto smorzamento dell'oscillazione). I Damper sono realizzati con dei dischi in acciaio contornati da un O-Ring in gomma.


 


C'è da dire che sul GD907WS occorre anche un meticoloso dosaggio dei due pesi affinchè la manipolazione automatica assuma il corretto rapporto 1:3. La velocità di ripetizione dei punti e delle linee dipende ovviamente dalla posizione dei pesi, i quali però non sono assolutamente vincolati tra loro; sta quindi all'operatore trovare il punto esatto per ciascuno di essi. La regolazione dei due pesi da 18.0 gr. deve ovviamente essere effettuata ogni qual volta si desideri cambiare la velocità di manipolazione. Il range del GD907WS è compreso tra i 23 e i 40 WPM circa.

 

 

 

Sul GD907WS non esistono contatti! La GHD ha previsto infatti una coppia di sensori ottici al posto dei classici contatti punti (hairpin) e linee (pasticca). Questa scelta ha comportato 3 vantaggi:

 
 
 
1) Perfetta forma d'onda in attacco e rilascio.
 
2) Assenza di strisciamento classico nei punti;
 
3) Assenza di pulizia periodica dei contatti;
 

 

 La forma d'onda in uscita dai sensori

 

La presenza dei due sensori ottici ha complicato un poco la meccanica e ha richiesto la presenza a bordo di un circuito elettronico per la loro gestione, collocato sotto la pesante base (2.3 kg). E' necessario quindi fornire al tasto un'alimentazione a 13.8 VDC ma niente di più. Per contro ha permesso di ottenere i vantaggi sopra indicati che rappresentano innovazioni mai viste prima su un tasto meccanico.

La perfetta verticalità dei fronti di salita e discesa degli elementi punti - linee rende, già da sola, la presenza dei sensori qualcosa di meraviglioso. A differenza di un bug tradizionale dove solo i punti possono essere caratterizzati, sul GD907WS anche le linee possono assumere qualsiasi personalizzazione. I due sensori sono installati su una lamina mobile e sono regolabili in modo indipendente: questo permette una precisissima impostazione della forma d'onda e, di conseguenza, del "sound" che caratterizza il GD907WS. E' infatti possibile caratterizzare a piacere sia il suono dei punti che delle linee, dando alla manipolazione qualsiasi "timbro" si desideri ottenere. I pesi determinano la frequenza di ripetizione dei singoli elementi punti e linee ma sono i sensori che caratterizzano i fronti di salita e discesa, quindi la loro forma d'onda. Per ottenere una perfetta manipolazione Full-Auto bisogna curare al massimo entrambi i parametri Velocità e Forma d'Onda.  Un metodo molto affidabile è il Monitor Audio dell'IC-7300. Con questa funzione è possibile monitorare la trasmissione CW e visualizzarne l'inviluppo, dal quale si evincono entrambi i parametri indicati.

 

In basso a destra, in verde, velocità e forma d'onda dei punti @ 33 WPM

 

In basso a destra, in verde, velocità e forma d'onda delle linee @ 33 WPM


Da non trascurare anche gli altri 2 vantaggi, che un utilizzatore di bug può certamente apprezzare, specialmente la completa assenza di indecisione nel contatto dei punti, un classico punto debole di molti bug dovuto all'indebolimento della forcina (hairpin).

Con il GD907WS anche la pulizia periodica dei contatti non è ormai che un lontano ricordo.

 


 

NOTA: Come abbiamo accennato, quando si passa in modalità Semi-Automatica la configurazione meccanica del GD907S viene modificata. In particolare, il braccio destro viene bloccato da un apposito dispositivo che, andando anche elettricamente a massa, inibisce il sensore ottico delle linee. La manipolazione semi-automatica comporta infatti delle legature punto - linea troppo personalizzate per essere gestite da un sensore ottico ON - OFF, per cui la GHD ha saggiamente previsto che in modalità semi-automatica sarà lo stesso fine corsa del braccetto linee a fungere da contatto tradizionale, mentre i punti continueranno ad essere generati dal sensore ottico loro dedicato. Semplicemente geniale...

 


 

MANIPOLAZIONE FULL AUTO

 

L'impiego del GD907WS è del tutto particolare. Se si proviene dalla manipolazione elettronica dobbiamo dimenticare tutto quello che abbiamo appreso in precedenza. Infatti su questo tasto non esiste memoria di punti e lineee, spaziatura automatica, esecuzione jambica di alcuni caratteri (C, R, K..). Non c'è assolutamente niente. Siamo di fronte a un bug "naked" prima maniera, completamente privo di qualsiasi agevolazione elettronica....quello che uscirà fuori dal tasto sarà dovuto solo alla perfetta regolazione e alla nostra abilità. L'unica cosa che il GD907WS sarà in grado di fare senza il nostro aiuto è la generazione dei punti e delle linee, ma tutto il resto lo dovremo fare noi... Occorre quindi un buon allenamento di polso per riuscire a manipolare il GD907WS in modo che ne esca fuori la migliore telegrafia. L'obiettivo sta nel riuscire ad ottenere una perfetta manipolazione "elettronica" utilizzando però un tasto completamente meccanico. Una sfida non facilissima ma anche una grande soddisfazione.

 

 

CONCLUSIONI

 

Si tratta di un tasto veramente particolare, piuttosto raro e costosto, direi anche "impressionante" per dimensioni e complessità. Non posso nascondere quanto il GD907WS mi abbia impegnato prima di poterlo regolare adeguatamente e di conseguenza riuscire a tirarci fuori la migliore manipolazione possibile. Ma è stato un viaggio molto interessante, una sfida che ho affrontato volentieri nella convinzione che se GHD lo aveva costruito, allora doveva pur esserci un modo per usarlo...no?

Da anni esistono keyer elettronici molto più prestanti..che bisogno c'era di fare un keyer meccanico? Che il GD907WS sia un tasto inutile?

Me lo sono chiesto anche io... e mi sono sempre risposto con una domanda:

Qual'è il confine tra utile e inutile parlando di telegrafia nel Terzo Millennio?

Fare CW nel 2020 in fondo è un gioco, e il GD907WS è bel giocattolo, come d'altronde tutti i manipolatori Morse. E come tutti i giocattoli, costituisce un inutile quanto indispensabile oggetto per ampliare le nostre conoscenze. Quindi esso trova ampia giustificazione dal punto di vista "didattico" piuttosto che dal punto di vista "operativo", anche se in ogni caso è un manipolatore che si può usare tranquillamente per lunghi QSO. La prima interessante prova on-air è stata la partecipazione alla FOC Marathon 2020.

Certamente la poca disponibilità di prodotti GHD al di fuori del Giappone ha contribuito non poco alla scarsa diffusione di questo meraviglioso oggetto. Anche il prezzo (oltre 800 Euro) non ha aiutato molto a renderlo popolare... Bisogna comunque riconoscere che con questo tasto la GHD ha dimostrato grandi capacità concettuali, ingegneristiche e costruttive mettendo in commercio un manipolatore innovativo, molto versatile e ottimamente realizzato.

  

Buon divertimento.

 

VIDEO GD907WS

 

 

 73 Fabio, IK0IXI

 

P.S. Il GD907WS non è più in produzione ma è stato sostituito dal GN209FS-P

 

 

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