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mercoledì 13 dicembre 2017 ..::  Recensioni » JRC NRD-91 ::..   Login
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Ricevitore professionale navale JRC NRD-91, un vecchio mulo....che ancora tira eccome!

 

RICEVITORE HF PROFESSIONALE

 

 

  NRD-91

 

 

 

 

 

Pagina dedicata a Ulrico IK1DQK, SK 2011, ufficiale RT, radiotecnico, amante dei JRC


 

Il ricevitore navale HF NRD-91 della JRC – Japan Radio Corporation di Tokyo è un ricevitore professionale di classe medio alta appartenente alle dotazioni di bordo e/o terra del Servizio Radiomarittimo. Ricoprì il compito di ricevitore principale e/o di riserva sulle consolles JRC. Fu immesso sul mercato nel 1983 e vi rimase fino al 1995 quando uscì di produzione. Esso appartiene quindi all’ultima generazione di apparati radio riceventi che equipaggiarono le stazioni di nave operate dagli ufficiali RT fino alla loro abolizione, avvenuta alla fine degli anni ’90. Appartiene alla stessa classe NRD-92 e NRD-93 dei quali conserva la sostanza circuitale e poche differenze accessorie, specie con il 92.

 

 

 

 

Alloggiamento in rack 19’’, costruzione professionale in alluminio, spaziosa disposizione della circuiteria, facile accesso all’interno per ispezione, adozione del montaggio a schede verticali per una facile identificazione e sostituzione durante la navigazione. Tutto si raggiunge con facilità. Componentistica di alta qualità e facilità d’uso completano il quadro professionale del NRD-91. Di certo ai suoi tempi deve essere costato una cifra…..

 

 

 

Caratteristiche tecniche:

 

        Gamma: da 90 kHz a 29,9999 MHz
        IF: 70,455 MHz, 455 kHz
        Modi : CW (A1A), MCW (A2A, H2A), DSB (A3E), SSB (R3E, H3H, J3E), FSK (F1B), FAX (F3C).

        Sensibilità: 2 μV (CW)
        Selettività: 6 kHz, 3 kHz, 0,5 kHz

          Reiezione immagine: 60 dB o migliore 
        BFO: +/- 2 kHz

         L’apparato è sprovvisto di NB – Noise Blanker.

         Stabilità: +/- 10 X 10-6 o meno
         Lettura: 6 LEDs
         AGC: OFF/FAST/SLOW

         Attenuatore: - 20 db
         Filtro Reject OM: da 525 kHz a 1605 kHz
         Uscita BF: 600 Ohm
         Alimentazione: AC 100/110/200/220 V    DC 24 V
         Consumo: AC 30 Watt, DC 25 Watt
         Dimensioni: LHP 480 x 149 x 294 mm
         Accessori: altoparlante esterno NVA-92 ( 600 Ohm 1 Watt ), Cuffia ST-3 ( 600 Ohm )
         Peso: 7 kg

 

  Circuito

 

Il NRD-91 ricalca lo schema classico di supereterodina up-conversion a doppia conversione, con 1° IF a 70.455 MHz e seconda a 455 kHz. Si può affermare che questa configurazione ha caratterizzato tutta la produzione JRC professionale e amatoriale per almeno 20 anni.

Il segnale di antenna viene condotto ai filtri preselettori in modo particolare ma tipico degli apparati professionali navali costruiti per lavorare in ambienti difficili sotto il punto di vista delle interferenze RF e delle scariche elettrostatiche o di altra natura. In pratica per sopravvivere in tutte le stazioni radio di bordo….Infatti il segnale di antenna, prima di giungere alla preselezione spettrale, viene fatto passare attraverso un primo relè che stacca l’antenna e chiude a massa l’ingresso del ricevitore quando esso è spento. Questo serve a evitare che una eventuale scarica elettrica possa raggiungere gli stadi di ingresso quando il ricevitore è inattivo. Successivamente il segnale RF passa in un secondo relè che commuta in stand-by il ricevitore in caso di trasmissione. Poi ancora esso attraversa un relè che inserisce o toglie l’attenuatore da – 20 dB. Segue un filtro passa alto a 35 MHz e poi infine un filtro escludi-banda inseribile da altro relè che taglia fuori le emissioni BC in onde medie in caso si debba ricevere sulle gamme nautiche dei 2 MHz. Insomma, una interferenza viene di molto “scoraggiata” nel NRD-91….un simile “giubbotto antiproiettile” scongiura qualsiasi problema di danni o sovraccarico del ricevitore.

Dopo la preselezione mediante i classici filtri di banda, c’è un altro filtro passa basso a 35 MHz. Quindi il segnale di antenna viene inviato al primo mixer (attivo a FET) che lo converte a 70.455 MHz. Da notare che in questo ricevitore non c’è nessuna preamplificazione di antenna pre mixer, se si esclude il guadagno di conversione del mixer stesso. Questa è una scelta progettuale condivisibile in pieno in un ricevitore di classe: essa penalizza un poco la sensibilità generale ma tutto vantaggio della IMD e della dinamica. Sulle gamme alte avremo di fatto una sensibilità un poco inferiore che non pregiudica nulla ma sul resto delle HF godremo di una tolleranza eccezionale ai segnali forti. Una scelta che ha molti lati positivi e poche pecche per chi desidera ricevere bene e sempre tra le LF e le HF fino ai 22 MHz circa.

Tornando al circuito, dopo il primo mixer è presente il roofing filter da 12 kHz. Segue un buffer a 70.455 MHz, il secondo mixer a 455 kHz, l’amplificatore di media frequenza a 455 kHz (l’ottimo MC1350), i tre splendidi filtri IF:

 

6 kHz (AM) a cristallo

3 kHz (SSB) Meccanico

500 Hz (CW) Meccanico

 

Ricordo che i filtri a 455 kHz a risuonatori meccanici erano costruiti per avere una risposta in frequenza fedelissima unita ad una selettività eccellente; non a caso la Collins li adottò su tutte le sue radio. Questi della JRC sono veramente ottimi.

Segue lo stadio demodulatore costituito da un SN16913P ( rivelatore a prodotto in SSB- CW con e rivelatore sincrono in DSB/AM). I segnali di conversione di prima e seconda IF vengono generati da un sintetizzatore PLL di affidabile funzionamento ed eccezionale pulizia spettrale.

Il BFO è variabile mediante controllo frontale ed è analogico con doppio VCXO con variazione diversa a seconda del modo impiegato. Lo stadio BF è costituito da un TA7222A. Circuito concettualmente semplice quanto efficace, come tutti i JRC pre 1995. C’è solo quello che serve e niente di più. E quello che c’è è di ottima fattura.

 

Difetto d’anzianità

 

Appena giunto dal Texas ci avevo fatto subito caso, il ricevitore era piuttosto sordo.

In prima istanza credevo che la causa fosse legata alla mancanza del preamplificatore, ma ascoltando attentamente si avvertiva una certa fluttuazione dell’intensità dei segnali, la “sordità” era troppa e anche "variabile"…; era chiaro che qualcosa non andava e non era certo causa del progetto….trattandosi di JRC. Schema alla mano, ho per prima cosa verificato che i segnali di conversione fossero giusti costanti (e lo erano alla grande). Allora mi sono messo alla ricerca del problema, seguendo “all’antica” il segnale dall’antenna in giù…. Il problema è emerso quasi subito nei primi stadi. Come detto, per proteggere il ricevitore sono presenti ben 4 commutazioni a relè e 2 filtri RF. Proprio una di queste commutazioni, quella del Reject Filter Onde mede, avviene come le altre tramite un piccolo relè a due scambi ed era proprio questo (denominato K1) ad avere un contatto incerto, a volte aperto e a volte ad alta resistenza, che causava l'eccessiva perdita di sensibilità. L'anno di costruzione del mio NRD-91 è il 1988, per cui credo che il relè abbia sofferto un uso intenso oppure anni di inattività. Neanche pulendolo si è risolto il difetto. È stato necessario prima bypassare per verifica e poi sostituire definitivamente il piccolo relè DS2-M della Matsushita per restituire al mio NRD-91 la sua originale sensibilità, che non è affatto male.

 

Piccolo guasto

 

Dopo un periodo di inattività, ai primi di giugno 2012 ho riacceso questo ricevitore e con mia grande sorpresa esso sintonizzava solo le frequenze comprese tra i 20 e i 29 MHz, apparentemente senza tener conto della posizione del selettore "MHz". Dopo una verifica funzionale, il ricevitore dava la sensazione di essere bloccato sulle decine di MHz, con il L.O. che non riusciva a generare che un ristretto campo di frequenze. Schema alla mano, dopo un certo ragionamento sul principio di generazione PLL del NRD-91 e qualche misura di tensione, sono arrivato alla conclusione che il difetto era dovuto a un circuito integrato TC4011BP (IC 14) che forniva di continuo al PLL il comando delle decine di MHz, sempre anche quando il selettore dei MHz scendeva sotto i 20 MHz. Questo difetto era dovuto a una porta NAND dell'integrato che si era guastata e dava sempre un'uscita "alta" (pin 4). La "prova del 9" è stata quella di interrompere elettricamente l'uscita del pin 4 per vedere il VCO finalmente libero di generare la corretta frequenza (meno le decine di MHz ovviamente....). Il problema è stato poi quello di raggiungere e sostituire IC-14, montato sul PCB posto dietro il frontale, il che ha comportato lo smontaggio completo di quest'ultimo, di tutte le manopole, gli spinotti, dello strumento ecc. Quindi un paio d'ore di lavoro....comunque nessun problema particolare e appena sostituito l'integrato, che ho dotato di zoccolo, il NRD-91 ha ripreso il suo regolare funzionamento. Un pomeriggio di sana radiotecnica al riparo del condizionatore.... :-).

 

Uso

 

Mettersi in ascolto delle HF con questo ricevitore è una delizia per le nostre orecchie. Il ricevitore sembra essere spento, tira fuori la nota dall’altoparlante solo quando è presente il segnale desiderato. Un vero relax….Questo avviene sia sulle gamme radiantistiche in CW che sulle bande Broadcasting in AM, dove restituisce un audio fantastico. Per migliorare la resa audio ho installato un trasformatore di impedenza 4: 600 Ohm all’interno dell’altoparlante di linea NVA-88 che uso in abbinamento a questo ricevitore. In alternativa uso la cuffia ST-3 a 600 Ohm direttamente all’uscita Phones del ricevitore. Si passano ore di ascolto senza fatica alcuna. Un piacere lasciare il ricevitore acceso anche quando non si ha il tempo di fare QSO, la telegrafia che ne esce fuori costituisce una dolce melodià che accompagna un pò tutti i lavori che svolgo in prossimità della radio.

 

Conclusioni

 

Visti i prezzi abbordabili che oggi hanno questi “carri armati”, non è possibile ne giustificabile secondo me rinunciare ad averne uno in stazione. Di certo i ricevitori di questa generazione hanno delle limitazioni operative che oggi ci sembrano irrinunciabili, come la mancanza di memorie, di display multi funzione, scansione ecc. ma vi assicuro che quello che hanno in dotazione può garantire una ricezione ottimale sempre, in ogni condizione. Non a caso queste apparecchiature venivano usate per comunicazioni vitali bordo-terra-bordo e hanno fatto il loro dovere su tutti i mari del mondo. Il NRD-91 fu costruito molto bene e seguendo specifiche ben precise, nato per servire al nobile scopo delle comunicazioni marittime. Fu usato senza problemi per anni da chi riponeva in esso la propria sicurezza e quella di migliaia di passeggeri. Solo per questo merita già di essere mantenuto in servizio, a testimonianza del tempo che fu.

 

 

 

Al prezzo di un portatile bibanda dall’uso para-CBistico ci porteremo a casa una radio HF fatta con criterio serio e cosciente, molto diversa dai vari Yaesu, Icom, Kenwood o altre “volgarità radiotecniche” fatte senza alcuna specifica, pensate e costruite apposta per far giocare al DX noi radioamatori moderni, che sappiamo sempre meno su come funziona una radio, ignoriamo cosa c’è (o ci dovrebbe essere) nel suo interno e compriamo tutto quello che ci propongono. Per questo le note case ci vendono quello che vogliono e fanno bene a farlo; d’altronde è solo colpa nostra se siamo diventati utenti senza nessuna cognizione o pretesa, per loro siamo Clienti perfetti!! Come dargli torto?

 


 

 Ulrico IK1DQK, tecnico - Ufficiale RT - OM.

Recentemente ho riordinato delle vecchie QSL e mi sono ritrovato tra le mani una cartolina di Diano Marina. Me l'aveva mandato Ulrico anni fa. Sul retro, scritto a guisa di QSL, ci sono tanti saluti cari e parole di apprezzamento che non dimenticherò mai. C'era anche la sua foto di quando era a bordo, con apparati e tasto JRC. Lo voglio ricordare così, sempre alle prese con la radio e il tasto sempre in funzione. Una sorta di "cavaliere del ponente ligure", lembo d'Italia che quasi si contrappone alla riviera Tirrenica, "dirimpettai" di un condominio chiamato radiotelegrafia.

 

CIAO ULRICO AR VA

 

 

 

 

Fabio Bonucci, IK0IXI - KF1B

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