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Tasto manipolatore CAIMI mod. PESANTE

 

 

TASTO MANIPOLATORE

 

EMILIO CAIMI

 

mod. PESANTE

 

 


Le informazioni sono poche: la memoria di questo tasto manipolatore si è perduta per sempre nel dimenticatoio storico e nel menefreghismo miitare che ha seguito il dopoguerra e i suoi protagonisti. Rimangono a parlare di lui soltanto alcuni rarissimi manuali ed alcune istantanee che ci fanno comprendere solo in parte l'impiego di questo interessante tasto manipolatore. La ricerca è sempre aperta.


 

Il tasto manipolatore PESANTE della ditta Emilio Caimi di Milano fu introdotto negli anni '30 come dotazione standard delle stazioni fisse - portatili e mobili della Regia Aeronautica. Lo si può infatti ritrovare nelle scuole, nelle stazioni comando, in quelle aeroportuali, nelle stazioni trainate (Bighe) e mobili (AT-1000).

 

Stazione fissa

 

Mentre le stazioni fisse sono di facile comprensione, va detto che le stazioni radio trainate RT - 310, dette "su Biga", erano per lo più impiegate per le comunicazioni Terra - Aria nei piccoli campi di volo provvisori allestiti in zone occupate, oppure in sostituzione delle stazioni aeroportuali fisse danneggiate dalle incursioni nemiche.

 

Stazione trainata (Biga) - Notare il Caimi Pesante

 

 

Stazione trainata (Biga) - vista laterale

 

 Il mezzo mobile della Regia Aeronautica più prestante era l'Autotreno Radio 1000 che veniva impiegato come stazione radio capo maglia in quanto dotata di potente trasmettitore da 1000W e di centralino telefonico. Vennero impiegato anche come stazioni di intercettazione e disturbo. La dotazione dell'AT-1000 comprendeva antenne filari, tenda, telecomando per trasmettitore separato da ricevitori, gruppo elettrogeno e batterie.

 

Autotreno Radio 1000 (detto AT-1000) della Regia Aeronautica

Motrice: Fiat 626N e carrozzeria Macchi (Ricevitori SAFAR 850/a e 741/A e Posto operatore)

Rimorchio: Viberti (Trasmettitore SAFAR RT-1000)

 

Operatore Radio nella motrice AT-1000

Si nota in primo piano il tasto CAIMI PESANTE e i ricevitori SAFAR 850/a e 741/A

  

Gli apparati riceventi SAFAR 850/a e 741/A erano i più comuni nella Regia Aeronautica e all'inizio delle ostilità vennero impiegati non solo per le comunicazioni di servizio ma anche per intercettare le comunicazioni tra le stazioni di Malta e gli aerei inglesi che attaccavano i convogli italiani nel Mediterraneo. A tale scopo la Regia Aeronautica istituì i C.R.I.R.A. (Centri Radio Intercettazione Regia Aeronautica) dislocandoli in prossimità del teatro operativo.

 

Stazione C.R.I.R.A. di Pantelleria (1941) - Anche quì ritroviamo il CAIMI

 

Con l'inizio della seconda guerra mondiale il Caimi Pesante fu adottato anche dal Regio Esercito, almeno come dotazione del carro Radio Campale RT-50 o Autostazione A- 310 su mezzo SPA 35 "Dovunque" attrezzato come postazione radio mobile e portatile. Vediamo dalle foto come questo mezzo speciale era allestito.

 

SPA 35 "Dovunque" carrozzeria Viberti

 

SPA 35 "Dovunque"

SPA 35 "Dovunque" vista interna, notare il Caimi pesante al centro

 


SPA 35 "Dovunque" vista interna con Caimi pesante evidenziato

 

Tali mezzi, benchè molto validi e al passo dei tempi, furono impiegati con successo anche in Russia ma furono prodotti tardi ed in numero piuttosto limitato.


IL TASTO

Il CAIMI PESANTE si fa notare subito per le sue generose dimensioni e il suo peso importante. Infatti è costituito da una base in ghisa 19.5 cm X 10 cm alta 3.5 cm e pesante in totale quasi 5 kg. Se forse non è il tasto più grande in circolazione, di certo è il più pesante mai prodotto.

 

 

 

 

La leva è in ottone nichelato e a prima vista risulta piuttosto lunga: fatte però le dovute proporzioni, non siamo di fronte ad un tasto a leva lunga nel senso tecnico del termine ma, più semplicemente, stiamo osservando un "grande tasto". Il rapporto di leva è 0,7 :1, per cui nonostante le dimensioni, il Caimi pesante è un tasto a "leva corta". Verso l'operatore la leva compie una curvatura verso il basso che porta il pomello a 6.5 cm dal piano di appoggio. Anche il complesso pomello - disco è piuttosto grande, come di conseguenza la piastra base della meccanica in bakelite ed il coperchio metallico. La meccanica è possente, finemente lavorata. Le regolazioni avvengono mediante viti dalle generose dimensioni, che conferiscono al settaggio generale un'eccellente stabilità nel tempo. La regolazione del gap e della molla di ritenzione possono essere effettuate anche con il coperchio, quindi non vi è nessuna necessità di toglierlo ogni volta che vuole fare un aggiustamento.

Si è parlato molto del perchè Emilio Caimi abbia scelto di costruire un tasto cosi grande e pesante, ma non essendo mai state reperite specifiche costruttive e/o progetti, tutto rimane allo stato di supposizione. L'idea personale che mi sono fatto è che le generose dimensioni, e di conseguenza il notevole peso, siano state scelte per ottenere un tasto ottimo come manipolazione, robusto, sistemabile come si desidera ma soprattutto stabile nella sua posizione. E' ovvio che le stesse qualità Caimi le avrebbe potute ottenere costruendo un tasto più piccolo, più leggero ma fissato al tavolo operativo, come visto spesso in ambito militare, senza il bisogno di creare un tasto così grosso e pesante. Ma in questo modo non avrebbe raggiunto le stesse caratteristiche di manipolazione, sarebbe stato più complicato sistemare il tasto alla bisogna e quando lo si spostava, si sarebbero dovuti creare dei nuovi punti di fissaggio sul tavolo. Quindi credo che il Caimi pesante sia stato concepito guardando ovviamente alla qualità di manipolazione ed alla comodità dell'operatore, ma soprattutto alla facilità di sistemazione sul tavolo operativo. Secondo me non ci sono altre motivazioni che possano giustificare l'impiego di tanto materiale metallico per la costruzione di così pesante tasto telegrafico, che per giunta Caimi ha continuato a produrre in un periodo autarchico come gli anni '30 e, peggio, durante il secondo conflitto mondiale dove la penuria di materiale ferroso era questione ben nota. In ogni caso e per qualsiasi altro motivo Caimi abbia fatto questa scelta, ad oggi le dimensioni e il peso del suo tasto Pesante non fanno che accrescerne il fascino e l'unicità senza compromettere assolutamente niente altro.

Il design del Caimi pesante collega il tasto in qualche modo agli anni compresi tra il 1928 e la seconda guerra mondiale; le parti esterne essenziali, i volumi chiusi, le linee simmetriche rimandano al così detto "razionalismo italiano", ovvero allo stile futurista che ha caratterizzato il design e l'architettura del ventennio fascista. Chissà se il suo aspetto, così al passo con i tempi (di allora), abbia determinato o almeno contribuito all'adozione da parte della Regia Aeronautica, la più giovane e moderna tra le tre armi, il fiore all'occhiello della dittatura fascista. Non lo sapremo mai.

 


Per dovere di cronaca, un tasto identico al Caimi pesante venne prodotto anche dalla ORLEM - ROMA, una ditta che forniva strumenti meteorologici alla Regia Aeronautica. Non ci è dato sapere se la ORLEM produsse i suoi tasti durante o dopo la seconda guerra mondiale (più probabile quest'ultima ipotesi). Inoltre, come si evince dalle foto di epoca bellica, sui tasti ripresi non c'è traccia di etichetta, Caimi o Orlem che sia, nemmeno dei rivetti: forse c'era anche una terza ditta produttrice? Mistero.  


IMPIEGO

Nonostante il suo aspetto "grosso", il Caimi pesante è un tasto dotato di una sensibilità e reattività eccellenti, è preciso e facile da manipolare. Non richiede assolutamente nessuna forza particolare per essere manipolato anzi, una volta regolato a dovere si ottiene senza fatica alcuna un'andatura molto riposante. Era e rimane un tasto professionale, uno dei migliori in assoluto.

 

 

 

Dalle poche foto reperite che si possono vedere in questa pagina si evince che il Caimi pesante, specie nelle stazioni mobili, era ubicato su di un tavolo operativo poco profondo. Da quì si comprende facilmente come la manipolazione didattica italiana, per intenderci quella con il gomito in appoggio, in queste condizioni non fosse attuabile. Di conseguenza è ovvio pensare che il tasto venisse manipolato all'inglese, ovvero senza poggiare il gomito ma affidando la generazione degli elementi punto - linea al movimento dell'avambraccio e del polso combinati insieme. Questo è il tipo di manipolazione che uso anche io.

 

Che dire di più? Poco abbiamo, poco scriviamo. In ogni caso se vi capita un Caimi Pesante non lasciatevelo scappare.

 

73 Fabio, IK0IXI

Novembre 2020

 

Bibliografia:

- G. Pesce: Guerra attraverso l'etere nel teatro mediterraneo - Ed. Stato Maggiore Aeronautica 1977

- Istruzioni sull'impiego del trasmettitore RT - 1000 e del treno autoradio 1000 ad onde corte - Ministero dell'Aeronautica 1941

- Istruzioni sulla Biga RT 310 - Ministero dell'Aeronautica 1941

- C.R.O.S.E.M. http://crosem.altervista.org/

- http://www.carlobramantiradio.it - Carro A-310

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