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venerdì 22 novembre 2019 ..::  Recensioni » Tasto GHD GT-501A ::..   Login
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TASTO TELEGRAFICO GHD GT-501A

 

GHD GT-501A

 

 

 

 

IL TASTO VERTICALE "HI-RISE"

 

&

 

MANIPOLAZIONE GIAPPONESE

 

 


 


 

La mia passione per il Giappone e per la radiotelegrafia mi hanno portato ad intraprendere una ricerca su tutto ciò che il Paese del Sol Levante ha prodotto e produce ancora oggi per il mondo del CW.

La prima esperienza assoluta risale agli anni '80 e fu un tasto Hi-Mound HK-706 acquistato per 85.000 Lire presso un negozio molto noto dalle parti (allora) di Porta Pia in Roma. L'esperienza, o meglio la disavventura, fu disastrosa: il tasto, scoprii molti anni dopo, era destinato al mercato americano e aveva quindi un profilo basso e un pomello piatto. Per questo motivo non sono mai riuscito a farci una buona trasmissione. Con il tempo ho imparato a trasmettere un pò con tutto, ma i tasti di quel genere mi hanno sempre causato un certo disagio.

Dopo molti anni, grazie a internet e all'e-commerce, ho impattato di nuovo nei tasti giapponesi. Stavolta il secondo strumento è stato un bug della Hi-Mound mod. BK-100. Stante la sua semplicità costruttiva, si è rivelato un buon tasto semiautomatico.

Tornando ai verticali, girando su internet ho trovato alcuni anni orsono il mitico JRC KY-3A e quì le cose hanno iniziato ad andare per il verso giusto. Finalmente un tasto professionale HI-RISE, ovvero con il pomello alto circa 8 cm dal piano e una meccanica seria, da lavoro. Con questo tasto ho iniziato ad apprezzare i pomelli "a fungo", piuttosto alti rispetto al piano e la  manipolazione senza gomito in appoggio con tutti i vantaggi da essa derivanti. Successivamente ho reperito un Maizuru Type 2 della Marina Imperiale Giapponese (WWII). Molto simile al JRC, con questo tasto ho potuto apprezzare anche la tradizione che esso rappresenta in seno al mondo della telegrafia nipponica.

Passando di nuovo alla Hi-Mound, nella primavera 2019 ho preso in UK un tasto HK-702. Grazie a questo strumento ho rivalutato molto la qualità dei tasti prodotti da questa casa. Mi sono infatti reso conto che a causa della limitata importazione dei prodotti Hi-Mound nel nostro Paese, ci siamo persi tutta la migliore produzione di questo marchio e l'unico "poveraccio" sul quale abbiamo messo le mani è stato lo "sfigato" HK-706, con i limiti di cui sopra....Finalmente il HK-702 mi ha fatto ricredere su questa importante casa giapponese e ne ho apprezzato tutte le qualità. E' un tasto HI-RISE con una solida base in marmo e pomello a fungo. Piuttosto economico e (oggi) di discreta reperibilità.

Arrivando all'oggetto di questa pagina, recentemente (Luglio 2019) sono riuscito a mettere le mani sul Tasto HI-RISE più prestigioso: il GHD GT-501A. La casa GHD, fondata da Toshihiko Ujiie JA7GHD, produce da moltissimi anni bellissimi tasti telegrafici, verticali, bug, side swiper, monopala e paddles, ma in Europa sono arrivati finora solo pochissimi esemplari. Infatti la fabbrica GHD vende solo in Giappone e l'unico rivenditore per il resto del mondo si trova in USA. Attualmente il GT-501A costa ben 550 Dollari USA, ai quali bisogna aggiungere le spese di spedizione e la nostra Dogana. Per questo motivo da noi in Europa non è affatto economico entrare in possesso di un tasto GHD e questo ne limita la diffusione. Però grazie ad alcuni amici JA che mi hanno indirizzato bene, sono riuscito a trovare un esemplare di GT-501A praticamente nuovo ad un prezzo molto interessante. Me lo sono fatto spedire direttamente da Tokyo e nel giro di una settimana era nelle mie mani.

 

 

Il GT-501A della GHD in copertina su CQ Ham Radio - Marzo 2004

 

UN CAPOLAVORO


Il GT-501A è realizzato in acciaio e ottone cromato che gli conferiscono una robustezza e un'estetica fantastica, caratteristiche comuni a tutta la produzione GHD.  Anche il peso di ben 1.6 kg conferisce al tasto una stabilità eccellente. Il GT-501A ha il movimento su cuscinetti aeronautici sigillati che assicurano un funzionamento perfetto, eterno e senza alcun bisogno di essere lubrificati periodicamente.

 

 

 

 

Cosa esclusiva per questo tasto è la presenza di un nonio (testina micrometrica) della famosa fabbrica di strumenti di precisione Mitutoyo. Il modello impiegato nel GT-501A è il 148-201 che permette di regolare il GAP (larghezza del contatto) con una precisione di un centesimo di millimetro (!).

 

 

Il nonio Mitutoyo 148-201 di serie sul GT-501A

 

Il nonio funge da regolatore di fine corsa ed è ubicato, rispetto al fulcro, alla stessa esatta distanza che intercorre tra questo e il perno del contatto. Le posizioni del nonio e del contatto sono quindi speculari rispetto al fulcro e servono a fare in modo che l'apertura del contatto (GAP) venga letta in modo preciso e lineare dal nonio posto dalla parte opposta del fulcro. La testina micrometrica misura (per simmetria) l'apertura del contatto con una precisione di 1 centesimo di millimetro. Praticamente si può apprezzare anche meno del centesimo, ma la cosa più importante non è la misura assoluta bensì la possibilità di posizionare il contatto sempre esattamente nella stessa posizione dopo ogni spostamento. Quest'ultimo è il vero punto di forza offerto dalla presenza della testina micrometrica che, altrimenti, non avrebbe un gran senso.

Il pomello "Knob & Skirt" consente un'ottima presa e può essere avvitato in due posizioni diverse a seconda delle preferenze dell'operatore. A tale scopo sulla leva sono presenti due fori filettati M4.

 

Il tasto GHD GT-501A risulta perfetto sotto ogni punto di vista e nell'uso restituisce una manipolazione pulita, elastica quanto basta e molto riposante. Dopo molti anni e non so quanti tasti telegrafici acquistati, credo di aver finalmente tra le mani il miglior tasto verticale di questo genere mai costruito. Possedere ma soprattutto usare il GHD GT-501A mi ripaga di tutto il tempo dedicato alla sua ricerca e alla spesa sostenuta.

 

 

 

La piccola sede della GHD a Tomiya, nord di Sendai (Miyagi - Japan)

 

 

 

Toshihiko Ujiie - JA7GHD, fondatore della GHD Telegraph Key


 

 

 

 Montaggio dei tasti presso la GHD

 

 

 



 

 

 

MANIPOLAZIONE "GIAPPONESE"

 

(o meglio con "gomito sospeso")

 

Come ho detto, da tempo ormai mi sono dedicato alla manipolazione senza appoggio, per così dire "alla Giapponese" (termine improprio ma che a me piace molto..). Questa manipolazione, che in america chiamano "European Style", è stata largamente utilizzata in tutto il mondo anglosassone, giapponese, asiatico, russo ecc...quindi di certo non appartiene al nostro piccolo mondo italico anzi, dalle noste parti è stata sempre ritenuta faticosa, imprecisa e concettualmente sbagliata. Credo che tutte le denigrazioni che questa manipolazione ha ricevuto (e ancora riceve) nel nostro Paese non fanno altro che mettere in evidenza la forte miopia che caratterizza da sempre il mondo radiotelegrafico italiano, specie quello di derivazione militare e navale. Infatti non ho mai capito come si possa ignorare il fatto che mentre da noi in Italia, nella nostra piccolissima penisola, veniva inculcata la "canonica" manipolazione con il gomito in appoggio come unica impostazione corretta per trasmettere (!), nel vastissimo Impero Britannico, in Asia, in Africa, nel Pacifico, in Oceania, in Canada, Russia ecc. veniva insegnato a trasmettere con tutto il braccio, con il gomito fuori e senza appoggio.....credo ci voglia poco a comprendere come tutto questo non fosse cagionato da una carenza mondiale di tavoli (!) bensì da qualcosa di più serio ma banale al tempo stesso; molto semplicemente, tutti gli altri avevano escogitato un altro e validissimo modo di impiegare l'avambraccio in sintonia con il polso per imprimere alla manipolazione una sufficiente precisione ma senza affaticamento e senza bisogno di un appoggio, non sempre disponibile nelle postazioni militari, navali, mobili ecc. Da quì è partita la mia ricerca indirizzata a poter trasmettere in questo modo, sia per accrescimento personale che per dimostrare a me stesso una cosa di cui sono sempre stato convinto: il mondo radiotelegrafico mondiale non è formato da stupidi e noi italiani non siamo i soli "intelligentoni" del pianeta....siamo soltanto un popolo dove la percentuale di radiotelegrafisti presuntuosi è molto elevata. Trovando in Italia molto snobbismo verso tutto ciò che non apparteniene alla nostra Scuola e anche una sorta di "muro di gomma", ho iniziato a visionare decine di video, a leggere molti articoli ma soprattutto a chiedere molte informazioni e delucidazioni agli amici della RNARS (Royal Navy Amateur Radio Society) e del A1 Club della JARL (Japan Amateur Radio League). Infatti è facile trovare su YouTube i vecchi filmati delle stazioni costiere inglesi tipo Portishead Radio, nei quali si evince chiaramente quale tipo di manipolazione impiegassero per espletare l'immensa quantità di traffico radiotelegrafico. In Giappone membri del JARL A1 CLUB organizzano veri e propri meetings imperniati sulla formazione dei giovani (e meno giovani) radioamatori all'uso delle varie tipologie di manipolatori, alla manipolazione con gomito senza appoggio, alla corretta ricezione e al rispetto delle procedure operative. Gentilmente lo Staff dell'A1 CLUB nella persona di Atsu Taniguchi - JE1TRV / JS2AHG, già mio collega del FOC, ha risposto alle mie varie email di richiesta informazioni e mi ha indirizzato su alcuni siti web. Inoltre Atsu mi ha inviato alcuni opuscoli informativi che usano per i loro corsi di trasmissione telegrafica. Tutto materiale in lingua giapponese (!) ma Atsu ha provveduto a tradurmi in inglese le parti principali in modo da renderle fruibili anche a me. Mi sono dovuto mettere al lavoro su queste manipolazioni particolari, ho dovuto imparare di nuovo a trasmettere il CW secondo la loro scuola, seguendo le loro indicazioni esattamente come fanno i ragazzi alle prime armi. Sono stato anche invitato a far parte di questo attivissimo Club.

 

 

 I meetings A1 CLUB

Diploma di appartenenza all'A1 CLUB

 

Così facendo nel giro di poche settimane sono riuscito a comprendere i passi fondamentali della trasmissione senza gomito in appoggio e ho iniziato a tirare fuori una manipolazione gradevole e per niente faticosa. E' stato un persorso interessante che mi ha fatto apprezzare un modo di trasmettere al quale non avevo mai prestato molta attenzione ma che, invece, si è rivelato essere semplice ed efficace. Basta infatti applicare poche e semplici regole, con la giusta dedizione e parecchia costanza, per riuscire a impiegare i tasti Hi-Rise nel modo per il quale sono stati concepiti. Sono quindi felice di poter condividere questa mia esperienza su questo sito, nella speranza che qualcuno ne possa trarre vantaggio.

 

IMPOSTAZIONE DEL CORPO


Per prima cosa è fondamentale avere il tasto ad un'altezza tale che il nostro avambraccio, senza sforzo, possa avere un'angolazione di circa 16° rispetto al piano di appoggio del tasto. Questo angolo serve a fare in modo che il polso non avverta mai il peso dell'avambraccio "all'indietro" ma che anzi rimanga libero di muoversi e di imprimere la manipolazioe sfruttandone il peso. Un angolo inferiore aggraverebbe il polso del peso dell'avambraccio, facendolo stancare presto e compromettendo la manipolazione. Così facendo invece si potrà operare a lungo senza fatica.

 

 

Per ottenere questa condizione si dovrà agire su:

 

- Altezza del tavolo

 

- Altezza della sedia

 

- Entrambe

 

Non esitate a usare sedie diverse, più alte e magari cuscini anatomici, piani di appoggio differenziati. Solo una volta soddisfatta questa prima e fondamentale condizione si dovrà passare oltre. Sostanzialmente basterebbe usare un tavolo sufficientemente più basso del solito, ma in mancanza d'altro basta trovare il giusto compromesso. Il braccio non dovrà essere rigidamente al fianco dell'operatore ma un poco allargato (circa 15 cm) verso l'esterno per facilitarne i movimenti durante la manipolazione. Misurate i 15 cm tra il vostro fianco e il gomito. Fatto questo, posizionare il tasto sul tavolo esattamente di fronte al punto dove la mano si poggia naturalmente, mantenendo una postura comoda ma allo stesso tempo con il busto eretto, non "sbragati" sulla sedia. Il tasto potrà trovarsi direttamente sul bordo oppure un pò interno ad esso, ad una distanza di pochi centimetri che dipende dallo spazio tra operatore e tavolo.

In alternativa, il tasto potrà essere posizionato di fronte all'operatore: in questo caso il braccio compirà un angolo di circa 45 gradi. Qualunque sia la posizione del tasto, l'operatore dovrà sedere comodamente e correttamente ad una distanza che non lo costringa a estendere il braccio in modo innaturale verso il tavolo o addirittura a ritirarlo verso se stesso. Come riferimento usate il vostro gomito: fate in modo che esso si allinei al vostro profilo addominale. Il tasto normalmente capita a circa 5 cm dal bordo. 

 


 

Adesso si potrà regolare il tasto inizialmente secondo le seguenti indicazioni:

 

- GAP (distanza dei contatti): 0.5 mm

 

- Molla: 300 gr.

 

Le regolazioni GAP e Molla saranno adattate all'operatore MA consiglio di non allontanarsi da queste regolazioni, almeno agli inizi. Un  GAP inferiore infatti non permette di apprendere un movimento ampio del polso e braccio, un GAP superiore inizia invece a rendere il movimento pesante poco agile. Consiglio di iniziare dal GAP largo (0.5 mm) per obbligare il braccio e il polso ad un corretto movimento. Una volta raggiunto un livello di pratica sufficiente si può ridurre il GAP a piccoli passi, fino a raggiungere il GAP personale che, di norma, si attesta intorno a 0.15 - 0.2 mm per le velocità basse (entro i 15 WPM) mentre si potrà ridurre ulteriormente per velocità superiori. Essendo una regolazione strettamente personale, non si può fornire una misura uguale per tutti; in ogni caso il GAP ideale rimane quello che permetterà una manipolazione precisa alla velocità desiderata, contestualmente ad un movimento ampio del polso e avambraccio (defaticamento continuo), restituendo un buon CW e lunghi QSO. Ognuno troverà il suo giusto equilibrio.


 

 

 Le istruzioni del GHD GT-501A, rigorosamente solo in Giapponese

 

Il pomello va preso con tre dita ed esattamente:

 

- Pollice posizionato sotto il pomello a "ore 7" 

 

- Indice sopra il pomello, in appoggio con il polpastrello, a "ore 11"

 

- Medio sopra il pomello, in appoggio con il polpastrello a "ore 13"

 

 

 

Il movimento del polso deve essere ampio e va trasmesso al disco attraverso l'azione congiunta di indice e medio. il polso deve compiere sempre un ampio movimento e premere in basso, sia per eseguire i punti che per eseguire le linee. I giapponesi chiamano questa tecnica "ANKA SHIKI".

 

 

 

 

La presa appena descritta va bene per velocità medio basse, diciamo fino ai 10 - 18 WPM. Durante la manipolazione noterete che l'angolo intorno ai 16° è davvero fondamentale per la riuscita di questa manipolazione e soprattutto per non affaticare il braccio. Infatti solo consentendo al polso di lavorare in assenza di peso aggiunto si può riuscire a trasmettere a lungo e senza fatica. In tutti gli altri casi, dove il braccio viene lasciato basso, si avvertirà fatica e dolore dopo poco tempo.

 


 

Per le velocità più alte è consigliabile usare questa seconda presa che va benissimo anche nel caso il vostro tasto non disponga di disco ma solo di pomello (caso piuttosto frequente nei tasti inglesi e giapponesi).

  

- Pollice posizionato a "ore 7" tra pomello e disco, leggermente girato verso l'alto.

 

- Indice sopra il pomello a premere, con il polpastrello a "ore 11"

 

- Medio sopra il pomello a premere, con il polpastrello a "ore 13"

 

Con il movimento sia dei dei punti che delle linee provocato dalle dita sempre verso il basso, è possibile dare luogo a una manipolazione caratterizzata da un abile movimento a rimbalzo del polso. I giapponesi chiamano questa tecnica "HAN-DOU-SHIKI" ed era in uso tra gli operatori militari per la trasmissione di brevi ma veloci messaggi.

 

 

 

Per questo tipo di manipolazione l'avanbraccio va posizionato allo stesso livello del tasto e il polso accompagna in alto ogni punto e ogni linea, esattamente al contrario della ANKA-SHIKI. Si tratta di una manipolazione totalmente atipica, a "rimbalzo" che va assimilata con metodo ed esercizio, ma che offre ottimi risultati nelle alte velocità.

 

- GAP (distanza dei contatti): finale tra 0.2 e 0.3mm (si inizia con 0.5mm)

 

- Molla: tra 200 - 300 gr.

 


NOTA

Osservando alcuni video di OM giapponesi, mi sono accorto che alcuni adottano un piccolo "trucco" per aumentare il grip. I colleghi del Sol Levante mettono un pezzettino di plastica o altro tessuto sul pomello...All'inizio mi sembrava una cosa superflua, quasi ridicola..ma facendo QSO di oltre 2 ore con lunghi QTC a causa della sudorazione delle dita in effetti si nota una certa perdita di presa sul pomello.. Come primo approccio ho ritagliato un dito di un guanto in latex e l'ho messo sul pomello, mantenendolo in posizione con un piccolo elastico: il risultato è subito stato interessante con un grip perfetto anche dopo lunghissimi QSO. Poi, su suggerimento di Vlado IU0HMB, ho provato a sostituire il dito di gomma con il nastro vulcanizzante 3M mod. 23 C'è da dire che è molto meglio..infatti non solo si applica all'istante e rimane in posizione senza bisogno di nessun elastico ma, essendo di colore nero, neanche si nota quando è sul pomello. Provate voi stessi se ne sentite la necessità.

 

Pomello con fascia di nastro autovulcanizzante

 

Il piccolo GT-706, ottimo tasto Hi-Rise per uso portatile di recente acquisizione

 

Credo di aver detto tutto circa la manipolazione "giapponese". Per eventuali chiarimenti potrete contattarmi.

 


 
NOTA - Questa mia esperienza scritta ha suscitato una reazione negativa da parte di un OM ex-RT, il quale si è risentito delle mie opinioni al riguardo della manipolazione "giapponese" e della relativa miopia italiana. Ritenevo fosse sottinteso che tutto ciò che scrivo su questo sito è una mia opinione, suffragata da ricerche, prove ed esperienze ma sempre e comunque una mia opinione. La si può condividere oppure no, questo rientra nelle facoltà del lettore: è però curioso osservare come, in modo palesemente strumentale, la mia opinione quando non piace a "qualcuno" si trasforma in un bersaglio da colpire, addirittura viene definita come un "Credo" da criticare e condannare, mentre la relativa e durissima critica del "qualcuno" resta, ai suoi occhi, sempre e comunque una "opinione". Quindi: se gli sta bene quello che legge allora è una opinione, altrimenti diventa un dogma da combattere...Facile no?.... Ma fosse solo questo..Il "qualcuno" va ben oltre, esprimendo giudizi, o meglio pregiudizi, su tasti GHD che non ha mai neppure sfiorato...la vecchia storia della volpe e l'uva..

Purtroppo è tutto così umano...capisco. Non deve essere affatto facile ammettere i propri limiti quando questi vengono messi così in evidenza, specie da parte di un "dilettante". Non deve essere una bella situazione vivere la propria vita convinti di sapere di tutto e di più sulla radiotelegrafia quando poi, leggendo un sito di un dilettante, ci si rende conto che se ne è conosciuta solo una piccolissima parte...deve essere davvero molto dura...Questo giustifica la sua rabbiosa reazione. Ne prendo atto ma non posso farci niente, non posso rinunciare a cercare cose interessanti e pubblicare le mie esperienze. Per mia fortuna sono un Radioamatore: in quanto tale non posso avere dei confini (o para occhi) ma solo orizzonti. Se uno vuole continuare a vivere nella sua "scatola di ricordi" convinto che il mondo radiotelegrafico corretto sia solo quello che gli è passato davanti, è liberissimo di farlo. Ma non fa per me.

Per natura e convinzione io cerco di allargare le mie vedute e, nel mio piccolo, di fare qualcosa di buono per la Radiotelegrafia amatoriale, l'unica che è rimasta. Ovviamente ne io ne l'ex-RT autore delle critiche cambieremo mai la Storia della telegrafia amatoriale e il suo futuro corso, anche perchè siamo due piccolissime particelle, un "niente" nel mare del CW. Lui un ex-professionista, io un semplice "dilettante".... due piani diversi. Ma tant'è.

Mettendo da parte le mie convinzioni che possono anche essere errate, alla luce degli anni trascorsi in questo campo e dalle storie che ho sentito raccontare da nuovi OM, si può certamente fare una constatazione oggettiva: se grazie alle mie recensioni ed esperienze di Radioamatore certamente qualcuno si è avvicinato al mondo della telegrafia, è altrettanto certo che per colpa sua e della sua ex-categoria c'è più di qualcuno che se ne è allontanato...e per sempre.

L'ex-RT dovrebbe profondamente riflettere su questa mia ultima affermazione (non opinione stavolta) piuttosto che avventurarsi in critiche strumentali, finalizzate soltanto a colpire uno come me che non si è mai limitato a conoscere quello che gli si è presentato davanti ma, al contrario, ha sempre cercato di andare oltre, stimolando nuove leve e cercando di non far cadere la telegrafia nell'oblìo.

Inoltre si dovrebbe poi chiedere come mai le migliori manipolazioni telegrafiche che si ascoltano da anni in radio provengano dai "dilettanti" e non dagli ex-RT... ma un professionista non dovrebbe essere più bravo??

Ma uno come lui, che vuole avere intorno solo adepti e non ammette gente con "cultura indipendente", queste riflessioni non sono contemplate e si guarda bene dal parlarne nei suoi "sermoni". Non esiste autocritica, ci mancherebbe! Si attacca direttamente chi mette in discussione il suo pensiero. Stop.

Un amico un giorno mi descrisse questa persona con un termine che ritenni allora esagerato: beh...purtroppo non esagerava affatto.

 

 

73 Fabio, IK0IXI

FOC - JARL A1 CLUB - KCJ Keymen's Club of Japan
 

 

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