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lunes, 10 de diciembre de 2018 ..::  Recensioni » Tasto Telegrafico DJG-K4 ::..   Entrar
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Il tasto telegrafico Cinese

 

TASTO TELEGRAFICO DJG-K4

 

 

 

 

IL CINESE DAL CUORE A "STELLE E STRISCE"

 

 


 

Viene quì descritto un tasto economico ancora prodotto in Cina e venduto on line. Si tratta di un tasto che a prima vista mi ha subito dato l'impressione di solidità, stabilità e sicuro funzionamento. E' stata un'impressione felicemente azzeccata, dato che appena giunto a casa il tasto si è mostrato fin da subito rispondente alle aspettative. Proveniendo da anni di telegrafia verticale mediante l'uso di costosi e "blasonati" tasti telegrafici, è stato imbarazzante dover ammettere a me stesso di avere davanti un tasto da quatro soldi che soverchiava abbondantemente le prestazioni di molti tasti importanti... Bisogna però fare sempre i conti con il passato, e questo tasto possiede un ascendente di tutto rispetto.

 

LA STORIA

Uno dei tasti telegrafici di maggior successo nella storia degli Stati Uniti è stato quello prodotto nel XIX secolo dalla J.H. Bunnell & Co.

E' stato prodotto in centinaia di migliaia di esemplari, copiato da molti produttori. La sua forma è così talmente comune che questo tasto è tipicamente ignorato dai collezionisti, e spesso questi tasti rimangono invenduti alla fine dei mercatini. La maggior parte di questi tasti è stata erroneamente incasellata in una categoria comune denominata "Triumph".

 

J.H. Bunnell's "Legless Pattern Steel Lever Key" ca. 1881

Courtesy J. Casale - W2NI


Il tasto brevettato da Jesse Bunnell nel 1881 non fu chiamato "Triumph", anche se il design della leva in acciaio fu sicuramente un trionfo per la sua azienda grazie alla sua popolarità. Il tasto che è stato specificamente chiamato "Triumph" non è stato commercializzato che bn venticinque anni dopo.. Già nel 1868 inventori e creatori stavano sperimentando vari tipi di leve. Nel decennio 1870 -1880 diversi produttori, tra cui J.H. Bunnell & Co., erano alle prese con con i loro nuovi designs.
Nove anni prima del brevetto Bunnell, in un articolo del luglio 1872 Franklin Pope, uno dei più stimati ingegneri telegrafisti del diciannovesimo secolo, parlò di un problema:

"La leva dei tasti tende a staccarsi dalla presa di molti operatori che "pigiano" con un movimento laterale pesante. È stato suggerito, come rimedio per questo, di avere lo stampo della leva a forma di una croce o un romboide cavo ... "

Franklin Pope aveva la reputazione di aiutare liberamente e altruisticamente gli altri con le sue idee. Era comune per gli inventori andare da lui per un consiglio e spesso lavorava con loro per sviluppare un'idea e non aspettarsi nulla in cambio. Il grado di coinvolgimento di Pope con l'invenzione di Bunnell non è chiaro, ma è citato come il consulente sul brevetto del 15 febbraio 1881 di Jesse Bunnell. Le parole di Bunnell nel suo brevetto, redatto dal Papa, affermavano:

"Io rivendico come mia invenzione: una leva chiave telegrafica costruita ... da un unico pezzo di metallo lavorato a forma di croce, di larghezza maggiore della sua profondità o verticale spessore, e dotato di perni formati sulle estremità dei bracci trasversali della croce."

Era nato il tasto così detto "Cross Lever", ovvero "Leva a forma di Croce".

L'invenzione della leva in acciaio di Jesse Bunnell risolse il problema della stabilità laterale e diede all'operatore una leva forte, leggera e reattiva. Era nato un tasto che avrebbe fatto la storia....Fu infatti adottato da tutti i circuiti telegrafici americani fino e anche oltre l'avvento dei "Cootie" Double Lever e dei Martin Vibroplex. Adottato dalle forze armate americane e poi di mezzo mondo, il Triumph è stato costruito in varie forme con molte sigle diverse, ma la sostanziale base meccanica è rimasta invariata. J-37, J-38, J-47, J-45 sono sigle divenute famose dopo la WWII.

 


 Lionel J-38 - U.S. ARMY 1943


IL CAPITOLO CINESE


Noi occidentali siamo abituati ad assimilare all'aggettivo "cinese" tutto ciò che è di scarsa qualità oppure addiritttura "falso"....A dirla tutta, c'è un solido fondo di verità associato alla immensa produzione commerciale proveniente dalla Cina che siamo abituati a vedere quotidianamente in giro. Ma non è sempre vero, non è sempre così. Quando l'industria cinese viene chiamata a produrre sul serio, è un colosso dalle incredibili potenzialità che sforna manufatti di altissima qualità. Specie in ambito militare, industria pesante e spaziale, la Cina non è seconda a nessuno. Per cui dobbiamo vedere le cose "cinesi" una ad una, senza alcun pregiudizio; quando si tratta di verificare la qualità e le prestazioni dei prodotti Made in P.R.C. dobbiamo mettere in campo una buona dose di pragmatismo. Dopotutto si tratta di un immenso Paese dalla storia millenaria, ha dato all'umanità invenzioni eccezionali e merita tutto il nostro rispetto.

 

Tornando al nostro cinese, non c'è modo di sapere quando il tasto in discussione sia stato costruito e adottato dal PLA cinese (PLA - Peoples' Liberation Army). E' altamente probabile che la produzione abbia avuto inizio a valle della WWII, durante la quale la Cina era schierata con gli alleati e quindi rifornita con apparati americani di tutti i tipi; stando alle date di produzione impresse sulle scatole e sui foglietti illustrativi, gli esemplari militari giunti fino a noi risalgono agli anni '60. Di questi non si sa praticamente niente, non ci sono notizie se non quella - evidente - di una grossa produzione avvenuta in fabbriche statali durante il governo di Mao Tse Tung. Lo testimoniano i fogli a corredo dei tasti, i quali forniscono i dati tecnici sicuramente derivanti da una severa specifica militare sui quali sono apposti i timbri di approvazione, con tanto di stella rossa ed effige della grande guida del popolo Cinese Mao Tse Tung. Questo denota la qualità di questi strumenti che erano prodotti per uso militare. La sigla identificativa predominante è D-117.

 

D-117 militare (1968)

 

Foglietti a corredo del D-117

 

E' molto evidente che i costruttori cinesi, pur mantendo il ben noto impianto meccanico "Cross Lever" americano, hanno derivato una versione migliorata dell'arcinoto tasto "a stelle e strisce".

La meccanica è cromata e anche piuttosto bene. Questo lo rende molto resistente alle ossidazioni e anche piuttosto bello a vedersi. Le filettature sono di ottima qualità, permettono regolazioni facili e stabili nonostante le vibrazioni dovute all'uso.

Poi hanno pensato bene di dotare il tasto di una compatta ma sufficientemente pesante base metallica, la quale permette al tasto una stabilità eccellente durante la manipolazione.

Sotto la base c'è una superficie antiscivolo in feltro che impedisce al tasto di spostarsi durante la manipolazione.

Per finire, al posto della classica "Flat knob" americana, i cinesi hanno installato un pomello "Ball&Skirt" il quale facilita la presa dell'operatore e migliora il comfort durante le lunghe trasmissioni telegrafiche. La classica "presa a tre dita" già comoda con il Flat Knob, risulta così ancora più rilassante con questo generoso pomello.

La manipolazione è fluida, semplice da ottenere. Per niente affaticante, questo tasto si addice perfettamente a un sending di polso, calmo ma deciso, senza esagerare nella presa del pomello ma neanche a "foglia morta"; la classica manipolazione. La riposta della leva è pronta ma morbida e riposante, tipica del Cross lever, quindi adatta alle trasmissioni di lunga durata. Di certo questo genere di tasto deve aver avuto un ruolo molto importante nelle radiocomunicazioni militari della sconfinata Cina comunista.

 

 

 

I TASTI CINESI MODERNI

 

Dopo alcuni decenni dall'adozione militare, complice anche la dismissione o comunque la drastica riduzione di impiego che anche in Cina ha vissuto la telegrafia, il mercato internazionale è stato per diversi anni invaso da una certa quantità di tasti D-117 surplus militari cinesi. Sembra che in USA ne importassero in grandi quantità.

Questa ondata di tasti militari sembra però essersi esaurita da tempo..raramente oggi escono fuori esemplari quà e là messi all'asta su Ebay. Sono comunque disponibili all'acquisto i tasti DJG-K4 nuovi, di fabbricazione commerciale, che sono sostanzialmente identici a quelli militari; differenziano per un profilo più alto, viti e rondelle più grandi, pomello "mushroom", rifiniture meno curate e cromatura meno pregiata. Il funzionamento è lo stesso, nessun problema.

La produzione odierna sembra avvenire tutta dal polo industriale di Chang Shu. Questi tasti si trovano talvolta anche con prededenti sigle e leggere variazioni, tipo K5 o DJG-4, ma sono praticamente uguali o leggermente diversi.
Interessanti aspetti di questi moderni tasti sono la facile reperibilità e la veloce spedizione dalla Cina. E tutto questo mantenendo un prezzo di vendita assolutamente economico. Lo si trova infatti su Ebay a meno di 50 Euro, spedizione inclusa....

 

DJG-K4 - Produzione odierna

 

 REGOLAZIONE

Impiegare il DJG-K4 ricalca in tutto e per tutto le regolazioni e la tecnica di manipolazione dettata per il J-38 americano. Per cui non c'è molto da dire al riguardo. Come tutti i verticali, non è conveniente regolare i contatti ne stretti al massimo e neanche allargati a dismisura, come non conviene stringere la molla di richiamo in modo assurdo ma neppure lasciarla troppo debole. In linea di massima, uno spazio di 0.4mm nei contatti e una regolazione di circa 400 gr. nella molla sono un buon compromesso, ma come sempre sarà l'operatore a trovare il giusto settaggio personale, ovvero quello che permette di trasmettere bene e comodo. Per quello che mi riguarda, ho eliminato una spira dalla molla antagonista per avere un range di regolazione più morbido e meno stancante.Come alternativa al pomello originale Ball&Skirt, talvolta mi trovo più a mio agio con un pomello Flat fatto in casa.

Come contributo formativo, mi sento di consigliare il video U.S ARMY TF-11-3697 su YouTube:

 

FILMATO U.S. ARMY

 

CONCLUSIONI

 

Personalmente ho imparato ad avere un approccio pragmatico quando si tratta di tasti telegrafici. Negli anni mi sono passati tra le mani molti tasti prestigiosi, sia di produzione industriale che artigianale. Con molti di loro si è stabilito da subito un feeling molto buono, con altri non sono mai riuscito a fare un buon CW... Così ho imparato a non fidarmi mai delle apparenze, come anche a non affidarmi al prezzo di vendita per giudicare un tasto telegrafico...Specie quando si ha a che fare con un tasto verticale, la sinergia tra il mezzo meccanico e il "fattore uomo" raggiunge una criticità impressionante. Ci sono molte variabili in gioco e la soggettività ci prende la mano.. si può passare facilmente dall'entusiasmo alla delusione. La mia opinione, ovviamente opinabile, è che la qualità di un tasto si giudica solo ed esclusivamente sul tavolo operativo e solo dopo ore di utilizzo in radio. A ciascuno il suo tasto. In tutta onestà mi trovo benissimo con il mio D-117.

 

Buon divertimento.

 

73 Fabio, IK0IXI



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