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jueves, 17 de octubre de 2019 ..::  Recensioni » Tasto Telegrafico Maizuru Type 2 ::..   Entrar
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Il tasto della Marina Imperiale Giapponese

 

TASTO TELEGRAFICO GIAPPONESE

 

 

MAIZURU

 

 

Type 2

 

 


 

In uso nella Marina Imperiale Nipponica durante la WWII

 

 


 

I tasti telegrafici Giapponesi dagli inizi dell'era telegrafica fino al tramonto della telegrafia erano in gran parte derivati dal classico GPO inglese a leva lunga, con molla "in estensione", contatto verso l'operatore, pomello alto rispetto al piano di appoggio e a forma di "mushroom".  Era questo il postale per eccellenza che veniva usato in tutto l'Impero Britannico e che il Giappone prese come esempio costruttivo per i suoi tasti.

 

GPO (General Post Office) britannico

 

Il tasto descritto in questa recensione fu costruito presso l'Arsenale Navale di Maizuru, città portuale ubicata sulla costa occidentale giapponese. Data la particolare orografia del territorio e benchè naturalmente protetta dal mare, Maizuru ha sempre avuto delle difficoltà di espansione e di collegamento con il resto del Paese; per questo motivo si scelse di destinarla come Arsenale minore di ingegneria, sede di addestramento e cantiere navale per la costruzione di piccole imbarcazioni, lasciando ad altri porti (Yokohama, Kobe ecc.) il compito di mettere in piedi quella che sarebbe divenuta l'imponente flotta giapponese protagonista della Guerra nel Pacifico. Ancora oggi Maizuru è sede della Japan Coast Guard Academy.

 

 Veduta panoramica di Maizuru e della sua baia

 

Principali arsenali navali nipponici nel 1941

 

Il tasto in esame fu costruito a Maizuru negli anni '30 e fu dotazione standard della Marina e dell'Esercito nipponico. Non è difficle trovare immagini che mettano in risalto il tasto "Maizuru" nei diversi teatri operativi, soprattutto nell'impiego navale.

 

Sala radio dell'incrociatore "ABUKUMA" - Marina Imperiale Giapponese (1941)

 

IL TASTO

Costruito in ottone e acciaio nichelato, base in bakelite colore marrone scuro, come pure il pomello. Il tasto è in ottime condizioni e dopo una doverosa pulizia e lubrificazione, è tornato a suonare come un tempo. Presenta una targhetta identificativa di materiale plastico rosso che lo rende diverso dai modelli con targhette metalliche già visti in circolazione. Sulla targhetta non è più leggibile la data Shyowa ma è ben visibile la provenienza (Maizuru Navy Arsenal) e lo stemma della Marina Imperiale (piccola ancora). La meccanica è un poco diversa dal Maizuru classico: secondo Tom Perera W1TP, è probabile che questo tasto appartenesse ad una serie sperimentale oppure ad una Scuola RT.

 

 

 

Traduzione della targhetta by Atsu JE1TRV (Tks!)

 

IMPRESSIONI D'USO

Sono abituato ai JRC KY-3A che hanno lo stesso impianto meccanico, diciamo pure che sono perfette repliche moderne del Maizuru, per cui è stato facile mettere il tasto nelle condizioni ottimali per la mia manipolazione. La regolazione che preferisco è quella con i contatti regolati a 0.1 mm e la molla tirata sui 200-250 gr. La presa sul pomello classica a tre dita oppure "a manopola", meno precisa ma più riposante. Il Maizuru si può usare con il gomito in appoggio o senza, a seconda delle proprie abitudini. Ottimo per la manipolazione giapponese Anka-Shiki (di polso classica) oppure Han-Dou-Shiki (a rimbalzo).

 

 

 

 CURIOSITA' STORICA

 

Da sempre affascinato dal Giappone e dalle sue tradizioni, nonchè patito di storia militare, sono entrato in possesso di un oggetto molto interessante. Si tratta di una bandiera di augurio risalente alla seconda guerra mondiale. Queste bandiere, spesso riportate in patria dai soldati americani come "souvenir", erano molto diffuse tra i militari giapponesi. Esse venivano infatti firmate e regalate come porta fortuna dai familiari ed amici ai soldati che partivano per la guerra. Spesso contenevano frasi di augurio o messaggi di affetto, oppure inneggianti la vittoria. Se ne trovano molte ancora in circolazione, messe in vendita dai figli o nipoti di soldati americani che le conservavano come ricordo dei sanguinosi combattimenti nel Pacifico.

 

Soldati americani mostrano una bandiera di augurio appena catturata

 

 

La bandiera in mio possesso non si è sottratta a questa usanza e proviene dal Texas, USA: ma, a differenza di tutte quelle che mi sono capitate, questa ha la particolarità di riportare un messaggio misto tra giapponese e codice Wabun (Morse giapponese). Potevo lasciarmela scappare??

 

 

Grazie al caro amico Atsu Taniguchi JE1TRV, con il quale sono in contatto tramite il FOC e A1 Club della JARL (Japan Amateur Radio League), ho avuto la corretta traduzione:

 

Wabun: YO-RI  KI-SHI

Giapponese: TEI  SAITO GENETSU  KUN  MUSEN-HOUKOKU

 

Traduzione:

 

(DA KISHI AL GIOVANE SAITO GENETSU: "SERVIRE LA PATRIA ATTRAVERSO LA RADIO" )

 

Dalla traduzione è chiaro come questa bandiera fosse stata da un certo (KISHI) ad un giovane (SAITO GENETSU) alla vigilia della sua partenza per il fronte. Non sapremo mai chi siano stati KISHI e SAITO GENETSU, ma dalla presenza della scritta in Wabun è facile immaginare che siano stati un istruttore RT il primo e un allievo radiotelegrafista il secondo. Data la tragedia della Guerra nel Pacifico, chissà quale sarà stato il destino del giovane SAITO... Come appassionato di radiotelegrafia e di storia, conserverò comunque questo cimelio con rispetto in sua memoria.

 

73 Fabio, IK0IXI

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